giovedì 25 novembre 2010

12^ Venerdì del Libro: Roberto Bolle e Eleonora Abbagnato

 Buongiorno dolcezze,

anticipo di un giorno il mio Venerdì del Libro (iniziativa di HomeMadeMamma) perchè domani avrò un post linkato ad altri blog d'oltreoceano.... 

Chi di noi, da piccole, non ha mai sognato di diventare una prima ballerina e danzare sulle punte nei più grandi teatri del mondo? il sogno delle scarpette e del tutù magari è solo l'illusione di una bella fiaba e provabilmente questa attività comporta molti più sacrifici e sofferenze di quelle che una piccola bambolina può immaginare... E così per questa settimana voglio proporvi due libri di due etoile internazionali ma cresciuti nelle nostre accademie italiane: Roberto Bolle ed Eleonora Abbagnato


 da IBS:
"Ho saputo fin da bambino che sarei stato un ballerino: ballavo sempre, anche davanti alla tv con Cicale di Heather Parisi." Corpo perfetto, sorriso contagioso, movimenti potenti e aggraziati. Un vero principe azzurro, calzamaglia compresa. Grazie alla sua bravura e al suo fascino è diventato simbolo e ambasciatore della danza, riuscendo in quell'impresa che è solo dei grandi: portare una disciplina "alta" al grande pubblico. Parco di apparizioni televisive e poco incline alle operazioni commerciali, Bolle, con questo cofanetto, offre ai suoi ammiratori l'occasione di "portarselo a casa". Un dvd con quasi due ore di spettacolo nel quale il ballerino italiano si esibisce nella cornice magica del Giardino dei Boboli di Firenze. E un libro in cui Bolle racconta la sua storia (inizi difficili compresi) e la sua passione, l'autoritratto di un artista e di un uomo ricco di riflessioni e di aneddoti (come quella volta che Nureyev...). Ad arricchire il tutto una raccolta di foto, anche inedite, di oggi e di ieri.

Eleonora Abbagnato sembra un angelo e nasconde su di sé un angelo: il tatuaggio che si è fatta a suggello di una grande storia d'amore. Un angelo la saluta tutte le mattine dalla cupola del Sacré-Coeur, a Parigi; una collezione di angioletti affolla il suo salotto: angeli d'oro la osservano dal soffitto mentre si allena prima di andare in scena all'Opera, dove è prima ballerina: l'ultima tappa di un percorso in punta di piedi cominciato quando ancora piccolissima, a Palermo, Frequenta la scuola di ballo sopra il negozio di sua madre. La piccola sala col parquet scricchiolante ha quell'odore di pece, l'odore inconfondibile che ritroverà nei grandi teatri del mondo. Ostinata, ribelle, decisa, Eleonora brucia le tappe e vince concorsi. A dodici anni il grande salto, la scuola di Montecarlo; il primo spettacolo importante, la Bella Addormentata di Roland Petit; poi la scuola di Cannes e, finalmente, Parigi. All'inizio all'Opera è durissima: le ragazzine francesi sono tutte bellissime e bravissime. Ma ancora una volta la sua determinazione vince, riesce a zittire anche la nostalgia di casa. Eleonora cresce, affronta esami, entra nel corpo di ballo del teatro, lavora con grandi coreografi, diventa prima ballerina. L'angelo è arrivato in vetta, la danseuse nota in tutto il mondo conosce altri artisti come Claudio Baglioni ed Eros Ramazzotti, entra nel mondo della moda e dello spettacolo, si innamora. 


 Buona lettura,

Erica

7 commenti:

  1. Io non ho mai sognato di i ndossare scarpette e tutù ma ammiro questi due ragazzi che hanno "sfondato" all'estero con tenacia e determinazione.
    Perdonami la digressione profana l'Abbagnato era findazata col bellissimo capitano della mia squadra di calcio del cuore e quindi era invidiata da quasi tutte le ragazze del loco!
    Mari

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  2. Carissima...se ho fatto questo sogno non me lo ricordo...chissà forse sono troppo vecchia che già comincio a dimenticare...ma ci sono stata talmente dentro da grande con le mie figlie in questo mondo da uscirne fuori....fortunatamente una era troppo piccola ancora per capire e ora non ci pensa quasi più...ma l'altra più grandina e soprattutto con il grosso handicap di essere purtroppo brava rischiava di farsi trascinare in un mondo dove ti assicuro l'infanzia non esiste...fortunatamente sono riuscita a farla ragionare e a portarla via in tempo...ora mia figlia è una fiorettista felice,se è brava o no non ce ne importa nulla,lo fa per divertirsi e fa una vita da tredicenne senza rinunciare alla sua vita per stare dietro alle mamme isteriche delle sue ex amiche che pretendevano dalle loro figlie tutto ciò che loro non sono state in grado di fare....scusa...forse non era proprio il commento che ti aspettavi,ma purtroppo il mondo reale di alcuni sport o discipline...come vuoi chiamarli non è poi in realtà tutto rose e fiori..e ti assicuro che dietro quei meravigliosi costumi..(sai quanti né ho in casa...e quanti spettacoli...)c'è la consapevolezza che se si vuole arrivare a certi livelli bisogna assolutamente rinunciare all'infanzia..io preferisco vedere mia figlia allegra,in un bel parco a correre con le amiche a prendersi qualche cotta in attesa del primo bacio e un bel principe azzurro..piuttosto che stare anni e anni contro un muro e una sbarra per essere la prima e arrivare al punto in cui la tua vicina è li solo per competere con te..
    un abbraccio
    Iaia

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  3. @Iaia: Grazie!!! era veramente il tipo di commento che invece desideravo ricevere: una testimonianza vera di quello che c'è dietro il sogno di una bambina. Mi piacerebbe leggere questi due libri per capire appunto cosa c'è dietro alla strada per il successo. E di sicuro, se mai anch'io avrò dei figli, sarà prioritaria la loro felicità, non la scalata alla celebrità! Grazie per la tua testimonianza!

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  4. ciao Erica
    sono stata colpita sì dai tuoi due libri, forse mi affascina di più il secondo!!!, ma il commento di Iaia rispecchia il mio pensiero ... spesso siamo noi genitori che vogliamo spingere i nostri figli a fare cose non da bambini, i ritmi sono davvero stressanti e spesso ti dicono che non si può rinunciare piuttosto si perde la scuola ... no per me non esiste!!!
    i bambini devono avere la possibilità di essere bambini!!!
    un abbraccio Patrizia

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  5. Certo amichetta mia ..anch'io ho sognato di diventarlo..ho fatto anche danza..scarsi risultati..hiihiih!!!Cosa mi racconti di bello???Ci dobbiamo assolutamente sentire...ti abbraccio,
    Mela.

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  6. Ciao Erica,
    la foto con le scarpette da punta ha attirato la mia attenzione ed eccomi qua!
    Anche la mia esperienza con la danza purtroppo non è stata felice. Io l'ho praticata da giovane, ma a causa del mio fisico non adatto ho smesso ed è stata una sofferenza. La sofferenza che avrei voluto risparmiare alle mie due figlie, ma evidentemente l'amore per la danza si trasmette nel sangue e non con le parole. Così anche la mia piccola nonostante i miei no, ha iniziato a studiare quest'arte. Purtroppo anche lei non ha il "fisico giusto" e come dice l'Abbagnato, il fisico bello per la danza è fondamentale. Quindi tanto impegno e sacrificio purtroppo non hanno portato a nulla di concreto, ma ad amarezza e delusione.
    Ma i nostri figli devono essere liberi di fare le loro scelte anche se sbagliate.
    Scusa, sono stata un po' pesante!
    Baci
    Marina

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  7. Io giocavo a fare la ballerina classica quando avevo 3 o 4 anni, ma lo facevo a casa mia in salotto con mio padre (amante della musica classica) che mentre ascoltavamo un disco faceva finta di dirigere l'orchestra con una matita ed io uscivo fuori ad un suo cenno da dietro le tende e saltellavo allergramente qua e là....Che dolcissimi ricordi!
    Invece poi alle elementari e alle medie ho praticato tutt'altro: pallacanestro e pallavolo, ma comunque a livello non agonistico.
    I tuoi due libri comunque, devono essere molto interessanti, Eri, grazie per la proposta!
    Maris

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