oggi vorrei parlarvi di arte; dalla sua meravigliosa mostra a Roma quest’anno, sono rimasta incantata dalle opere di Edward Hopper, un pittore statunitense famoso soprattutto per i suoi ritratti della solitudine nella vita americana contemporanea.
Vi lascio una carrellata delle sue opere che più ho apprezzato. Tutte le immagini sono tratte dal web ed i cenni biografici sono tratti da Wikipedia, pertanto per qualsiasi inesattezza o uso improprio delle immagini, Vi prego di contattarmi direttamente affinché vengano rimosse
Second Story Sunlight
Il successo ottenuto con una mostra di acquerelli (1923) e con un'altra di dipinti (1924) contribuiscono a fare di Hopper il caposcuola dei realisti che dipingevano la "scena americana".
La sua evocativa vocazione artistica si rivolge sempre più verso un forte realismo, che risulta la sintesi della visione figurativa combinata con il sentimento struggente e poetico che Hopper percepisce nei suoi soggetti. Diceva: "non dipingo quello che vedo, ma quello che provo".
Predilige immagini urbane o rurali, immerse nel silenzio; i suoi spazi sono reali ma in essi c'è qualcosa di metafisico (senza alcun accostamento alla corrente italiana), che comunica allo spettatore un forte senso di inquietudine. La composizione dei quadri è talora geometrizzante, sofisticato il gioco delle luci fredde, taglienti e volutamente "artificiali", sintetici i dettagli. La scena è spesso deserta; raramente vi è più di una figura umana, e quando ve ne è più di una, sembra emergere una drammatica estraneità e incomunicabilità tra i soggetti che ne accentua la dolorosa solitudine.
Di lui è stato detto che sapeva "dipingere il silenzio". Hopper utilizzò composizioni e tagli fotografici simili a quelli degli impressionisti, che aveva visto dal vero, come si è detto, a Parigi all'inizio del Novecento, ma di fatto il suo stile fu personalissimo e imitato a sua volta da cineasti e fotografi.
Nel 1933 il Museum of Modern Art di New York gli dedica la prima retrospettiva e il Whitney Museum of American Art, la seconda nel 1950.
The long leg
Hopper muore a 85 anni (1967) nel suo studio nel centro di New York. Oggi è considerato uno dei grandi maestri americani, citato in qualche caso come precursore della Pop Art .

Studio Morning Sun
« La grande popolarità di Hopper, che è considerato il migliore pittore realista americano del XX secolo, deriva tanto dal suo stile quanto dal suo atteggiamento verso i soggetti. Le sue figure sono imprigionate nel posto che occupano perché diventano parte della composizione generale del quadro e dei diversi movimenti direzionali di forme e colori. Non hanno capacità di movimento indipendente. Inoltre, i colori sono brillanti, ma non trasmettono calore. ». (M. Baigell - Arte Americana, 1930-1970. Milano 1992.) | |
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Bene, amiche blogghine, spero che questa passeggiata tra le opere di Hopper vi sia piaciuta, io le trovo molto intense e delicate, nonostante la grande solitudine che comunicano.
Buona giornata, a presto, baci!
Erica








