La mattina successiva (13/07) si riparte tutti insieme, armati di Tom Tom, per raggiungere le spiagge di Babilù (alias Malibu), dove scopriamo quanto costoso possa essere un parcheggio vicino alla spiaggia. Piccoli gruppi di famigliole assediano la spiaggia, bambini con le loro canne pescano dalle terrazze di legno, grandi ville dipinte dai colori pastello si affacciano sul mare con le loro spiagge private, grandi onde non ti risparmiano neppure se trovi rifugio su di un piccolo scoglio. Si sente che il viaggio sta per finire, si respira un po’ di aria fresa in attesa del ritorno in città, ma è evidente l’alone di tristezza che avvolge bene o male tutti.





Cerchiamo un locale per il pranzo vicino al mare, ma non è facile, a causa degli elevati prezzi dei parcheggi, così arriviamo a Venice, dove scopriamo quest’insolita località a sud di Santa Monica: si passa dagli antichi canali con i ponticelli e le passerelle di legno, all’esteso viale che costeggia la spiaggia, affollato di negozietti “vari” e bazar all’aperto, con un’accozzaglia di umanità, dal bohemien al musicista di strada, dal barbone allo spacciatore. Non si finirebbe mai di catalogare ogni singolo personaggio che incrociamo, solo il potente obiettivo di Sergio permette di portare a casa un po’ del “colore” di Venice Boulevard. C’è pure la famosa palestra in gabbia, nota come Venice Weight Pen, dove Arnold Schwarzenegger e tutta una schiera di Mr. America, hanno iniziato a fare sollevamento pesi. Ci godiamo un trancio di pizza (in realtà non male) sotto le palme che dividono questa striscia di asfalto brulicante dalla bianca spiaggia. Nel pomeriggio ci portiamo al centro di L.A. dove lasciamo le auto in un garage a pagamento per visitare la mitica Hollywood Boulevard.







Il Walk of Fame è proprio come ce lo immaginavamo, il marciapiede costellato dalle stelle delle star, dal cinema, tv, radio e teatro (c’è anche Kermit, la rana dei Muppet’s!), mentre l’atrio di fronte al celebre Mann’s Chinese Theater, il cinematografo più famoso del mondo costruito nel 1927 da Sid Grauman, è ricoperto dalle impronte di mani e piedi di molte leggendarie stelle del cinema. Personalmente ho preferito ricercare le vecchie star del passato, da Frank Sinatra a Clark Gable, da Humphrey Bogart a Shirley Temple. Passeggiamo sul celebre marciapiede alla ricerca di ogni nota star, curiosando tra i negozietti di souvenir ed i megastore del boulevard, intravedendo anche la simbolica insegna di Hollywood, incantati da questa “fabbrica di dollari”, tutto naturalmente curioso e divertente, non certo indimenticabile! Riprendiamo le macchine per una ricognizione a Beverly Hills: è incredibile come si possa passare da un quartiere caotico e malsano, all’improvviso, proprio dietro l’angolo, in un quartiere agiato con le sue lussuose ville tra lindi viali alberati; percorriamo queste deliziose stradine, ammirando le bellissime ville, chiedendoci chissà quali star le abiteranno, ma rimaniamo soprattutto incantati dalla perfezione della cura di ogni particolare, qui tutto fa “immagine”! Riusciamo ad intravedere anche il celebre Beverly Hills Hotel, ora di proprietà del Sultano del Brunei, ma il Tom Tom proprio non vuole portarci a Rodeo Drive! Si avvicina la sera e ci riportiamo in zona aeroporto, dove per l’ultima sera abbiamo scelto un’eccellente Chicago Ribs Restaurant in Lincoln Boulevard, dove mi godo l’ultima New York Steak con tanto di corns e fried onion rings.



L’ultimo brindisi per festeggiare tutti i nostri compleanni e riprendiamo strada per riconsegnare le auto all’Alamo. Qui il gruppo si divide, mentre alcuni ritorneranno al
Travel Lodge, altri undici opteranno per l’ultima notte in aeroporto: il check in è dalle ore 4 ed essendo in aeroporto intorno alla mezzanotte, abbiamo giusto il tempo per la toilette e per un bel pisolino; troviamo una zona tranquilla, vicina all’entrata del personale, quindi anche sicura, dove hanno appena lavato i pavimenti, così ci adagiamo per terra nei nostri sacchi lenzuolo.
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| dedicata ai miei compagni di viaggio Vale e Ale (e a chi non credeva che avessimo dormito per terra!) |
Quando ci risvegliamo è il momento di avvicinarci al check-in e poco dopo arriva anche il resto del gruppo. Passiamo i diversi controlli imposti dalla sicurezza, compresa l’ispezione della valigia, togliendo scarpe e giacche, buttando le bottigliette d’acqua, ma siamo ancora tutti tramortiti, quindi ci imbarchiamo in silenzio tra il sonno e la veglia. All’arrivo ad Atlanta ci siamo ripresi e dopo un giretto nei vari duty free ed una pizza in compagnia, mentre alcuni hanno optano per una veloce gita alla scoperta della città nelle cinque ore di sosta, salutiamo il resto del gruppo con destinazione Roma e ci imbarchiamo per Malpensa.
Il viaggio si è ormai concluso, all’arrivo in Italia ci si ripromette di sentirci presto, di scambiarci le foto, magari di organizzare un raduno post viaggio, ma ormai ognuno pensa già al ritorno al lavoro per il giorno successivo. E’ triste, è veramente molto triste, ma ogni bel viaggio finisce e questo sarà davvero indimenticabile! Non riusciamo a dimenticare ogni singolo giorno trascorso tra quegli incredibili paesaggi americani, tra avventure e tavolate in compagnia di uno splendido gruppo, percorrendo ben 3540 miglia / 5662 km.
Ogni viaggio non è solo mezzi di trasporto e foto scattate, è un’avventura ed una sfida con se stessi, alla scoperta di nuove realtà, confrontandoci con personalità ed esperienze diverse.
Retorica a parte, grazie ad ogni singolo componente del gruppo “Far West Breve”, siete stati parte indelebile di questo assolutamente meraviglioso ed indimenticabile viaggio!
Alla prossima avventura!!!