Buongiorno dolcezze, com'è andato il week-end? spero tutto a meraviglia! Io ho ricamato, dormito, nuotato, cucinato, fatto shopping, pulizie, tutto non cecessariamente in questo ordine ;o) ... un fine settimana rilassante tra amiche... E così sono anche riuscita a confezionare il mio ricamino ... grazie anche a tutti i vostri suggerimenti, ho deciso per un cuscinetto imbottito con ovatta e scorzette d'arancio (essiccate al forno), decorato con un pizzo semplice, un nastrino giallo ed una rosellina fermata da una spilla da balia.
Il tutto appeso alla maniglia della finestra del mio bagno... non ho trovato il coraggio per regalarlo, le cuciture non sono così perfette ahimè... e mia nonna diceva che un bel lavoro si deve giudicare anche dal retro!
Mentre venerdì sera, davanti alla tv, sono riuscita a confezionare questo barattolino porta bottoni e punta-spilli seguendo il tutorial di Anna Drai di Cafè Creativo, grazie cara!
... mi dispiace per le foto,non rendono sicuramente, ma ho in programma di farne molti altri (grazie ai piccoli vasetti accumulati dalle varie marmellate, che adoro accompagnare ai formaggi :o)
E naturalmente stasera non potevo mancare una visita alle mie compagne xxx del Sal nel Sal Parolin: ho visto lavori splendidi, veri capolavori del monocolore, e che gioia far parte di un così bel gruppo!
E ancora grazie mille a tutti i commenti nel mio post precedente: tutti i vostri consigli sono stati una straordinaria fonte d'ispirazione per i prossimi lavoretti!!! grazie, grazie, grazie!!!
Buona settimana amiche care e buon 2 giugno! Erica
Ecco gli aggiornamenti per il mio schema "Vita" di Parolin; sto adorando questo ricamo, perchè unisce diversi tipi di punti; il risultato cedo che sia molto elegante. Ricamare su lino poi regala veramente una grande soddisfazione, credo che nonna Leila sarebbe orgogliosa di me!
Venezia sconosciuta ai turisti, insolita, nascosta tra calle e campielli; una Venezia riscoperta grazie ad un amico che vi ha abitato per molti anni ed ancora la considera casa sua; l'autentica Venezia dei veneziani, per me ora la vera Venezia...
Una Venezia da percorrere a cuore aperto, ascoltando rumori e suoni che ti circondano, il "Pope oè" dei gondolieri, il profumo dell'acqua, ma nello stesso tempo il silenzio delle calli nascoste, come a Castello, un mondo a parte...
Tra le vie dell'antico ghetto si incontrano piccoli ebrei ortodossi americani e pare di trovarsi in un altro paese, è affascinante!
Passeggiando col naso all'insù si possono scoprire tanti piccoli particolari incantevoli; tra questi, le pàtere, bassorilievi ornamentali, in marmo o pietra d'Istria, che solitamente rappresentano un'animale di terra o acqua insieme ad uno del cielo.
Eccoci in Campo dei Mori, dove proprio poche settimane fa' è stata rubata la celebre testa marmorea di uno dei mori, "Sior Rioba": la leggenda vuole che toccare il volto di quello che la tradizione indica come il fratello maggiore di un'antica famiglia di mercanti con l'Oriente, porti fortuna.
Mi si racconta che l'assenza di acqua potabile ha portato alla creazione di enormi cisterne che raccoglievano l'acqua piovana attraverso pozzi situati al centro del campo o campiello: le vere da pozzo sono vere e proprie opere d'arte in marmo bianco, al giorno d'oggi se ne contano 600 circa ma, prima della costruzione dell'acquedotto nel 1858, ne esistevano 6782 in tutta la città
Tra le curiosità che ho scoperto, ce n'è anche una legata alla sede delle Poste Centrali di Venezia... eh, si, i turisti di certo non passano per le Poste nei loro tour, ma ne vale la pena se si vuole ammirare un'antico esempio di "fondaco".
I fondachi (dall'arabo funduq, magazzino, albergo) erano assegnati dalla Repubblica Veneziana ai mercanti stranieri per depositarvi le merci, svolgervi i traffici, dimorarvi secondo i loro costumi. Ai tedeschi fu assegnata la posizione più prestigiosa: quella più vicina all'importante centro commerciale di Rialto. Le Poste centrali hanno infatti la loro sede nel Fondaco dei Tedeschi (semplici forme rinascimentali del 1505, con le facciate affrescate da Giorgione e Tiziano).
E se per caso si passa da Coin, entrando nel reparto cosmesi ed alzando gli occhi, si ammireranno le antiche mura di un dimenticato fondaco!
Un altra curiosità? L'Ospedale di Venezia S. Giovanni e Paolo è ospitato nella Scuola Grande di San Marco ed è un edificio rinascimentale, fondato dall’omonima Scuola, che si affaccia sul Campo Santi Giovanni e Paolo a Venezia. Costituisce l’attuale ingresso principale dell’Ospedale Civile SS. Giovanni e Paolo di Venezia. La Confraternita di San Marco, fu istituita nel 1260 a S. Croce.
Numerose sono anche le pàtele raffiguranti il celebre leone alato simbolo di San Marco, protettore di Venezia, e simbolo di Venezia stessa e del suo dominio “di terra e di mare”, ma tutte posteriori al dominio napoleonico, in quanto si racconta che l'imperatore fece rimuovere tutti i simboli che ricordavano il potere della serenissima.
Al leone del Tetramorfo, con aureola e ali, vengono aggiunti la spada ed il libro che simboleggia il Vangelo, anche se porta iscritto l’annuncio dell’angelo Pax tibi Marce, evangelista meus della Leggenda di San Marco. Erano così presenti simbolicamente tutti i caratteri con cui Venezia amava autorappresentarsi: maestà e potenza (il leone, re degli animali), pietà religiosa (l’aureola), sapienza e pace (il libro), potere militare e giudiziario (la spada).
Esistono due tipologie fondamentali di leone marciano: quello andante e quello in moleca.
Il leone andante, (sarebbe meglio dire stante) è ritto e fermo sulle tre zampe con la quarta appoggiata sul libro, aperto o chiuso, con il corpo visto di profilo e il muso da davanti.
Il leone in moleca si presenta invece accovacciato frontalmente e stringe il libro con le zampe in modo tale da somigliare ad un granchio comune detto a Venezia moleca.
Lo sapevate che anticamente i ponti veneziani non avevano il parapetto? semplificava il carico o scarico delle merci!
Dettaglio di forcola.
Vogliamo parlare delle incantevoli gondole? ... ma ci sono anche i sandoli, le mascarete...
Simbolo di venezia, la gondola si riconosce per il celebre ferro ornamentale ricco di simbolismi: dall'alto si riconosce la foma del Corno ducale, il cappello del Doge, e la linea del Ponte di Rialto; i sei rostri poi che in successione si allineano sulla parte frontale, indicano la divisione geografica della città con i suoi sei sestieri. S. Marco, Castello, Cannaregio, Dorsoduro, S. Croce e S.Polo, mentre nella parte posteriore viene aggiunta la Giudecca.
Il Mercato del Pesce di Rialto si trova nel centro di Venezia. La pescheria di Rialto è costituita da decine di banchetti posizionati sotto a due edifici in prossimità del Canal Grande.
Non dimentichiamo di guardare in alto, per non perderci splendidi archi, per lo più gotici, di squisita fattura ed eleganza, risalenti al 500 circa; uno dei più belli si trova in Calle del Paradiso. Altri di fattura molto più semplice e recente sono di pura funzionalità architettonica, mentre quelli più riccamente decorati simboleggiavano l'unione delle famiglie abitanti nei due palazzi contrapposti, legate prevalentamente da una parentela o da unioni in matrimonio.
Nella stessa foto si riconoscono anche i celebri "barbacani": travature emergenti di legno o di pietra, che sorreggono al livello del primo piano la sporgenza di un edificio rispetto alla calle o il campo sottostante. Così partendo dal primo piano, anche quelli superiori dispongono di una maggiore superficie rispetto al piano terra.
dettaglio de la Chiesa dei Miracoli
E chi sapeva chi era San Todaro (da san teodoro di amasea)? ebbene egli fu il primo patrono di Venezia, ricordato con una colonna posta in Piazza San Marco, sulla cui sommità vi è una statua raffigurante il santo in armatura di guerriero con un drago, simile ad un coccodrillo, ai suoi piedi.
La splendida torre scalare rotonda con scala a chiocciola (detta bòvolo in dialetto veneziano) di Palazzo Contarini del Bovolo, un palazzo gotico ubicato nel sestiere di San Marco, in prossimità di Campo Manin.
Lo Squero di San Trovaso è uno dei più antichi e famosi squeri veneziani. Lo squero (ossia cantiere in veneziano: dalla parola "squara" che indica l'attrezzo adoperato per costruire le imbarcazioni) è il classico cantiere dove si costruivano e riparavano le imbarcazioni di dimensioni contenute come gondole, pupparini, sandoli, s'ciopóni e altri natanti tipici della tradizione navale veneziana. Quello di San Trovaso sorge lungo il rio omonimo e risale al Seicento. È uno dei pochissimi squeri ancora in funzione a Venezia, anche se oggi vi vengono prodotte o riparate soltanto gondole, mentre in passato l'attività cantieristica si estendeva anche ad altri tipi di barche. L'edificio che lo ospita ha la forma tipica delle case di montagna, circostanza eccezionale per Venezia. Il motivo è duplice: da una parte tanto i carpentieri quanto il legname da costruzione provenivano dal Cadore, dall'altra l'inclinazione del piazzale antestante e la tettoia che in parte lo ricopre erano utili in caso di pioggia, oltre che come deposito per gli strumenti di lavoro.
Caffè Rosso in Campo S. Margherita, un'oasi d'altri tempi durante il giorno, un ritrovo multietnico di sera!
... angoli suggestivi ... sbirciando tra un'atrio ed un piccolo ponte ...
Gli antichi magazzini nei pressi di Rialto, lontani dalla folla dei turisti, sono ora divenuti celebri locali per gustare uno sfizzioso spritz ascoltando solo l'ondeggiare delle acque sottostanti...
L'antico arsenale di Venezia, l'unica zona della città cinta da mura.
... prometto che continuerò ad integrare questo post perchè i ricordi di questa giornata risalgono alla mente ogni giorno... a presto!
finalmente è rispuntato il sole e l'aria si è riscaldata (per la gioia della mia schiena ;o)... desideravo augurare a tutte voi uno splendido week-end lasciandovi un piccolo anticipo delle foto che posterò la prossima settimana con qualche dettaglio in più... questa volta non sarà difficile indovinare quale città ho visitato, in un'altra delle mie "fughe"...
Ma sopratutto desideravo lasciarvi splendide parole che mi sono state donate proprio ieri da un mio cliente, un elegante signore ferrarese che si diletta di poesia...
A forza d’invocar il tuo nome ho smarrito la voce. chiamami, amo ascoltare le mie colpe. Dimmi dove sei così potrò raggiungerti. Aspettami, prima devo indossare il vestito che avevo quando t’ho conosciuto, solo allora saròquel poeta che t’ha circondata di fiori. Parlami del nostro indimenticabile passato, nelle parole ritroverò il tuo volto. Ti prego non interromper l’immaginario dialogo, lasciami sognare, c’è ancora una speranza che unirà il nostro futuro finché i ricordi rifiorirannell’amore.
Hector, Ferrara 15 maggio 2010
Buon Week end care amiche blogghine, in relax, con la vostra famiglia, con le vostre gioie... baci,
... si effettivamente ancora non è semplice identificare la città... abbiate un pizzico di pazienza per attendere il prossimo post... vorrei anticiparvi solo che nonostante abbia visitato questa città almeno cinque volte, ora l'ho vista con occhi diversi, non da turista... e chissà che...
Finalmente venerdì il corriere mi ha consegnatola merce ordinata e così ho preso tra le mie mani il primo schema Parolin...
Lino color sabbia (Sandston) e mulinè dmc 221 Shell Pink
... mi ero detta "iniziamo da uno schema facile" ma non avevo considerato che è solo la seconda volta nella mia vita che non utilizzo tela aida, cioè quella facile facile con tutti i quadrettini... bè questo è il mio inizio...
... e stasera sono discretamente soddisfatta di me! il ricamo è concentrazione ma anche rilassamento ed il fatto di partecipare ad un Sal è una vera scommessa per me!
Buona settimana a tutte le amiche blogghine e compagne di Sal!!!
A volte neppure la pioggia ci può spaventare, così si riparte per trascorrere una giornata tra piccoli borghi della toscana, acquistando i loro fantastici prodotti tipici, pranzando in una deliziosa locanda e sopratutto gustando la compagnia di chi sta al tuo fianco... anche sotto la pioggia ;o)
picture by http://littleemmaenglishhome.blogspot.com/
Devo paragonarti a un giorno d'estate? Tu sei più amabile e moderato: venti impetuosi scuotono gli incantevoli boccioli di maggio e il corso dell'estate ha durata troppo breve; talvolta l'occhio del cielo splende troppo intensamente, e spesso il suo volto aureo viene oscurato; e ogni bellezza dalla bellezza talora declina, sciupata dal caso o dal mutevole corso della natura. Ma la tua eterna estate non dovrà appassire, né perdere la bellezza che ti appartiene; né la morte dovrà vantarsi del tuo vagare nella sua ombra, poiché crescerai, col passare del tempo, in versi eterni. Finché ci saranno un respiro e occhi per vedere, questi versi vivranno e ti manterranno in vita.