lunedì 1 novembre 2010

Far West Usa - capitolo 11

SAN FRANCISCO (10/07) Ripetiamo l’esperienza della colazione all’italiana a Union Square per poi dividerci: mentre alcuni dedicheranno la giornata alla scoperta del centro ed allo shopping, io ed altri optiamo per la visita ad Alcatraz. Arriviamo quindi al Fisherman’s Wharf per poi raggiungere il Pier 33, dove scopriamo che non solo sarebbe stata necessaria la prenotazione, ma il primo orario disponibile per l’imbarco è dopo pranzo; rimaniamo a discutere sul da farsi, soprattutto indecisi a causa dell’orario di ritrovo con il resto del gruppo fissato per le 18 al motel e con le 2 ore ½ del tour sarebbe stato difficile essere puntuali; mentre rimaniamo lì titubanti, i tour disponibili si chiudono e slittano sempre ad orari più tardi; è solo grazie alla ferma risoluzione di Simona che decidiamo di prenotare comunque il tour e comunicare al resto del gruppo che il nostro gruppetto di 5 persone, avrebbe lasciato San Francisco in serata per poi raggiungerli alla tappa successiva. Il primo imbarco disponibile diventa nel frattempo quello delle 15.55, ma siamo soddisfatti della decisione. Abbiamo ancora diverse ore a disposizione per un po’ di shopping tra i negozietti del Fisherman’s Wharf, un hot dog per pranzo al Pier 39 e riusciamo addirittura a ritornare a Union Square per una tappa da Macy’s per far incetta da Ralph Laurent. 

















Un altro autobus e siamo al Pier 33 in tempo per il nostro imbarco: il tour comprende il trasferimento con il traghetto e l’audio guida per la visita all’isola. Sbarchiamo al visitor center ospitato nell’edificio dell’antica caserma, passiamo attraverso il dormitorio delle guardie e l’officina elettrica, intravediamo l’obitorio militare (non aperto al pubblico), la casa del direttore ed il faro. Quando arriviamo al nucleo centrale della prigione ci viene consegnata l’audio guida che ci guiderà per ogni ambiente con racconti e descrizioni direttamente dalla voce di chi ha vissuto quell’esperienza, da ogni direttore, dalle guardie carcerarie, ma anche da alcuni prigionieri, tra i quali Al Capone ed ha il merito di rendere la visita decisamente interessante; visitiamo i quattro bracci delle celle, la zona di isolamento, le celle dalle quali sono partite le rivolte poi sedate, e quelle dalle quali sono poi evasi i tre famosi prigionieri (i fratelli Anglin con Frank Morris, che riuscirono a scavare i muri delle loro celle, nascondendo le brecce con grate di cartone e lasciando teste finte nei loro letti); si passa poi nel cortile per l’”aria”, negli uffici delle guardie e nella sala mensa con annesse cucine (dove ogni singolo coltello veniva ben agganciato alla parete); proprio la mensa era uno degli ambienti più a rischio di sommossa e la guida ci fa notare i bocchettoni per il gas letale che potevano essere aperti dalle guardie in caso di insurrezioni. Tra i particolari che rimangono più impressi, sicuramente il fatto che l’isola fosse abitata anche dai famigliari delle guardie o del direttore, compresi i bambini, che crescevano così isolati ed in una situazione non certo ideale. Ma anche ogni singolo racconto dei prigionieri, qui isolati dal resto del mondo, a volte anche creduti morti dalle loro famiglie, per cui l’unico contatto con la vita esterna erano le voci e le musiche che nelle notti di capodanno giungevano grazie al vento, dalla città di San Francisco. L’isola, soprannominata “The Rock”, adibita a carcere di massima sicurezza dal 1907, dovette chiudere definitivamente nel 1969 a causa della precaria situazione di stabilità del terreno e della roccia, fortemente corrosa dai forti venti della baia. Soddisfatti della nostra visita facciamo ritorno alla città, per poi raggiungere prima il centro e poi il motel, dove ci aspetta solo la nostra Chrisler azzurra. 








E’ venuto il momento di salutare definitivamente San Francisco ed imboccando la  US-101 ci dirigiamo a sud, meta il Motel 6 di King City dove ci riuniremo al resto del gruppo, col quale siamo in contatto tramite sms. Ironica sosta per un veloce boccone in un Mc Donald’s Drive (ma era crispy o baked?) ed entro la mezzanotte ci ritroviamo con il gruppo appena arrivato al motel.

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