venerdì 17 dicembre 2010

14^ Libro del Venerdì: David Grossman

Buongiorno dolcezze,
questa settimana per la splendida iniziativa di HomeMadeMamma, vi propongo uno scrittore per bambini, ma attualissimo anche per gli adulti.
ne ho seguito l'intervista domenica scorsa a Che Tempo che Fa' con Fazio e l'ho trovato interessantissimo, così da andare subito a ricercare i suoi libri su IBS.
Consiglio anche "A un cerbiatto somiglia il mio amore" che leggerò sicuramente presto.

 
L'Abbraccio è un breve, folgorante apologo sulla solitudine e sull'amore, scritto da uno dei più amati autori della grande letteratura contemporanea, e illustrato con i disegni di un'artista nota in campo internazionale, che ha esposto anche al Madre di Napoli e di cui è in allestimento una personale al Jeu de Paume di Parigi. Piccolo libro, elegante e raffinato, L'Abbraccio è quasi un dono di David Grossman ai suoi lettori, perché ne facciano a loro volta dono alle persone che amano.


Per i bambini non c'è differenza tra la magia e la realtà, perché entrambe sono nuove, inspiegabili e meravigliose. E trascinano i genitori in grandi scoperte di cui loro non si sentivano più capaci, paure a cui avevano smesso di pensare, sorprese per cui avevano smesso di stupirsi. Le spiegazioni, i giochi, le avventure che ne nascono sono al centro di un legame fortissimo, che Grossman racconta in storie che avvolgono i lettori con semplicità e tenerezza: come quella di Ruti che una mattina non vuole alzarsi per andare all'asilo. Il papà non la sgrida, ma le dice che nel frattempo gli altri giocheranno, si divertiranno, cresceranno e avranno i loro figli, mentre lei, dormendo, rimarrà bambina. Forse allora è meglio correre in cucina a fare colazione. E ad abbracciare mamma e papà che per fortuna da piccoli si sono alzati per andare all'asilo! Una raccolta di cinque racconti illustrati, in cui Grossman regala levità e poesia ai suoi lettori, piccoli o grandi che siano. 


Vi propongo inoltre questa intervista tratta da "Le Interviste di radiotre" di Federica Velonà:

David Grossman nel libro Un bambino e il suo papa' ora proposto al pubblico italiano da Mondadori nella collana "Contemporanea" lei esplora il mondo dei bambini in sei capitoli. Ci sono sogni, incubi, paure, c'e' fantasia, ci sono giochi e magie. E' un bellissimo libro per bambini, ma e' anche un libro importante per gli adulti. Leggendolo si possono capire molte cose sui propri figli. Mentre scriveva pensava piu' ai bambini o agli adulti come pubblico di questo libro?


Pensavo solo ai bambini. Pensavo a mio figlio Jonathan che allora aveva quattro anni. Volevo scrivere un libro che gli fornisse esattamente cio' di cui aveva bisogno. Volevo scrivere un libro in cui un bambino potesse sentirsi a casa. Quando scrivo libri per bambini ho in mente sempre il momento in cui i genitori leggono i libri ai bambini. Di solito lo fanno quando mettono a letto il bambino. E' un momento molto speciale: di solito nel corso della giornata ci sono litigi tensioni, discussioni; non sempre l'atmosfera in famiglia e' rilassante, ogni genitore lo sa, non e' facile mettere insieme i contrastanti bisogni di un adulto e di un bambino. Ma quando si mette a letto un bambino e' un momento molto rilassante. Cioè' no, la cosa e' un po' più' complicata: per il bambino questo momento può' essere molto pauroso. Proviamo a ricordare quando eravamo piccoli, e venivamo lasciati soli in camera da letto. Era buio, al massimo era rimasta accesa una piccola luce, le ombre apparivano strane, non si riusciva a riconoscere la forma delle cose e si sentivano dei rumori, quello che accadeva in casa non richiedeva la nostra partecipazione, eravamo soli nel letto e la notte e' il regno dei sogni, ma come ha detto lei, anche degli incubi e di ogni genere di pensieri. Volevo scrivere un libro che accompagnasse il bambino in questo viaggio notturno, volevo che il libro fosse un bacio sulla guancia del bambino.


grossmanIl dialogo tra padre e figlio e' il cuore del libro. Come fa David Grossman a immedesimarsi nei pensieri dei bambini?


Be' credo che per lo più' cerco di ricordarmi di me stesso a quell'età', ricordo come era difficile essere un bambino e come un bambino abbia bisogno del conforto di un genitore. Quando ripenso alla mia prima infanzia ricordo in modo molto chiaro ancora oggi quanto siano soli i bambini. Possono essere molto socievoli, avere molti amici, essere circondati da persone amorevoli, da parenti, fratelli e sorelle, e insieme possono essere le persone più' sole al mondo. E' cosi' difficile quando si e' giovani esprimere esattamente quello che si prova, si ha un linguaggio povero, non si padroneggiano le sfumature del linguaggio. Ci sono tante cose che non si capiscono , che sono misteriose, tabù', incubi, ma d'altra parte e' anche un periodo caratterizzato da un'energia esplosiva, da speranze e creatività' e immaginazione. Quando ho scritto questo libro volevo catturare queste sfumature, questo momento della vita in cui tutto e' cosi' nuovo, cosi' pieno di speranze, energie, colori e nello stesso tempo il cuore e' tanto solitario.


I bambini sotto i sei anni vivono in un mondo in cui i confini tra realtà' e magia sono molto sfumati. Nel capitolo di Un papa' e il suo bambino intitolato "Itamar e il capello magico" il padre dimostra un grande equilibrio tra il rispetto delle esigenze di fantastico del bambino e il desiderio di tenerlo con i piedi per terra. Nella sua produzione letteraria il rapporto tra magia e realta' e' sempre stato centrale, non e' vero?


grossmanSi', lo e', e' anche piu' facile quando si parla di bambini, perche' come dice lei ai bambini tante cose appaiono magiche. Noi come adulti siamo abituati alle sorprese del mondo, o, per dirla in un altro modo, abbiamo smesso di porci le domande fondamentali, di esaltarci per le cose davvero importanti. Per i bambini cosi' tante cose sono mistero, sono avventura: un bambino che guarda la finestra mentre piove vede una gara tra due gocce di pioggia a chi arriva prima e ciò' lo diverte molto o la diverte molto, e guardare le formiche nel prato per un bambino e' eccitante come una guerra mondiale. Quando scrivo per bambini voglio riprodurre questo senso di magia anche per me. Nel capitolo che lei ha citato il figlio usa il cappello magico per trasformare il padre in un lupo, in un gallo, in una scimmia e ha un po' paura che quello che fa si realizzi sul serio. I bambini in generale hanno paura che ciò' che pensano si realizzi e qualche volta si sentono in colpa o responsabili per questo, ma nello stesso tempo Itamar vede il padre e in questo capitolo ho messo anche la madre per raddoppiare il senso di sicurezza. I genitori lo rassicurano in un modo molto sottile, in un modo che forse possono capire solo un genitore e un figlio, gli fanno capire che tutto andrà' bene e che non si deve preoccupare.


Lo scrittore francese Daniel Pennac in una recente conferenza che abbiamo trasmesso qui a Fahrenheit ha raccontato che scrivere per bambini gli prende più' tempo che scrivere per gli adulti perché' deve scegliere il giusto aggettivo, il giusto verbo, il giusto sostantivo, che deve fare economia di parole. David Grossman lei e' d'accordo con Pennac?


Be' naturalmente ogni scrittore scrive in modo diverso, ma sono d'accordo con lui sul fatto che scrivere per bambini comporta un'enorme responsabilità'. Ogni parola come dice Pennac, deve essere vagliata con attenzione molto particolare. Le storie che scrivo per bambini le rileggo molte volte. Le leggo ai miei tre figli, poi vado a leggerle all'asilo della più' piccola, poi acchiappo altre vittime e le costringo ad ascoltarmi finche' la storia non si cristallizza, finche' non c'e' una sola parola inutile. Se si scrive male, se si fanno errori nei libri per bambini si viene subito scoperti. Dipende dalla sensibilità' dei bambini, ma anche dal fatto che le storie si leggono loro ad alta voce e quando si legge cosi' e' chiaro quando c'e' qualcosa che non va. Ma aggiungerei che scrivo per bambini in modo diverso da quando scrivo per adulti. Quando scrivo per bambini la storia deve avvolgere il lettore con tenerezza. Nei miei libri per adulti questo non e' cosi' frequente, sono dei libri più' duri che concedono meno spazio alle illusioni.


Nel Libro della grammatica interiore, il suo libro che io amo di più', ci sono delle pagine molto belle sulla percezione che hanno i bambini del tempo. In che senso il tempo dei bambini e diverso dal tempo degli adulti?


Be' lei sa che l'idea del tempo a cui noi siamo abituati e' molto arbitraria. Anche questo millennio che ci apprestiamo a celebrare e' qualcosa di arbitrario che imponiamo al fiume dell'eternità'. Per i bambini e' diverso, credo che loro sentano il tempo in modo più' preciso e primario di noi, per loro parte del tempo e' quello che facciamo quando li imprigioniamo nel nostro tempo di adulti, quando li forziamo a svegliarsi a un'ora precisa per andare a scuola per esempio e' penoso a volte vedere come un bambino deve adattarsi artificiosamente ai nostri schemi del tempo. Inoltre il bambino non sa valutare il tempo cosi come non sa valutare le distanze. Quando i miei bambini erano piccoli e gli dicevo che dovevo partire per una settimana a loro pareva un'eternità', una serie interminabili di giorni. Quando ho capito questo, ho deciso di non stare lontano per più' di due o tre giorni finche' erano molto piccoli. Tre giorni per loro erano un incubo, cominciavano a dubitare del fatto che sarei mai tornato. Questo pensiero per me era intollerabile.


Rileggendo Il libro della grammatica interiore mi e' tornato alla mente Oskar, il protagonista del Tamburo di latta di Gunter Grass. David Grossaman qual e' il suo rapporto con il Tamburo di latta e con il suo personaggio principale?


Ho amato il libro di Gunter Grass. Ma devo dire che Oskar nel Tamburo di latta e' soprattutto un'allegoria di qualcosa di più' grande di lui, della Germania. Il fascino del libro consiste nel rivelarci in profondità' l'animo germanico con tutti i lati bui che esistono in esso. Nel mio libro il protagonista non e' l'allegoria di niente, e' un bambino tormentato che all'età' di 12 anni non e' capace di crescere, non vuole crescere, perché' non vuole partecipare a ciò' che considera gli automatismi del comportamento adulto, non vuole essere parte del gioco degli adulti. Volevo descrivere come e' arbitrario il corpo per noi, come tutta la nostra vita sia soggetta alla burocrazia del corpo, alla dittatura delle ghiandole.


Crescere e' difficile ovunque, ma com'è' crescere in un paese problematico come Israele?


Lei ha proprio ragione. E' dura vivere vite piene di tensioni, di paure, con il senso che la guerra sia sempre dietro la porta, che ogni dieci anni ci sia una guerra, che tante persone che conosciamo siano state uccise o ferite. Circa due anni fa e' esplosa una bomba in una delle strade principali di Gerusalemme a cinquanta metri dalla scuola frequentata dai miei due figli maggiori. Per un'ora siamo rimasti senza loro notizie e in quell'ora ho perso dieci anni della mia vita, fino a quando non ci hanno telefonato per dirci che stavano bene. Ma un ragazzo della classe di mio figlio e' stato ferito lievemente e suo padre e' morto in quell'attentato. Non e' facile, e' una vita sull'orlo dell'abisso, con un futuro sempre molto incerto. Forse questa e' un'altra delle ragioni per cui scrivo per bambini. Vivendo in questa realtà' c'e' il rischio di chiudersi in se stessi, di non esporsi al mondo che ci può' ferire. Voglio scrivere libri per creare una diversa dimensione dell'essere, per allargare la superficie dell'anima, per offrire ai bambini la creatività' e i colori. Forse a volte e' necessario ricordare queste cose per rinforzarsi e poter affrontare la realtà'.

 Partecipano all'iniziativa:

mercoledì 15 dicembre 2010

Regalini e bianco natale

Buonasera dolcezze,

 anch'io ho terminato i regalini natalizi preparati con le mie manine ed ora sono in grado di mostrarveli:

una bustina porta-tovagliolino per la piccola Vanessa, di neppure un mese, cucciola dell'amica Donatella.

sacchettino porta bustine di the (aromatizzate al ginger, direttamente dall'India) per l'amica 
Carmela di Country Apple, su schema di Niky's Creations,

un morbidissimo cuscino natalizio con la fatina ricamata per il Sal di HeartStitchDesigns, per l'amica Rita,

un morbidoso cuscinetto, al quale ho aggiunto all'imbottitura anche tè sfuso aromatizzato ai frutti di bosco, da un profumo dolcissimo, sopratutto se appeso vicino ad un termosifone. lo schema è un disegno molto conosciuto, ma non ricordo il nome e non avendo lo schema sono andata ad intuito guardando una foto.
***
Questa mattina svegliandomi ho ritrovato le vie intorno alla mia casa, nella campagna ferrarese, bianche di "galiverna", ovvero quel ghiaccio che si forma a basse temperature dopo una nottata di nebbia,

non ho resistito ad uscire di casa con la macchina fotografica e nel tragitto da casa al lavoro mi sono fermata diverse volte ;o) arrivando naturalmente puntuale !

questa è la via che passa davanti a casa mia, campagna inoltrata!





La mia casina non è ancora decorata per il Natale e mancano solo 10 giorni!!!!
A presto per gli aggiornamenti (spero!), baci baci,
Erica

martedì 14 dicembre 2010

Si, viaggiare...

Buongiorno dolcezze,

... aria di Natale, di festività e vacanze e di viaggi!!!!
chi mi conosce sa che ho sempre un progetto in corso, un viaggio o una semplice gita da organizzare, ma quest'anno il Natale sarà con la mia famiglia, tra "cappelletti" e "cappello del prete" ... dettagli post pranzo ;o)
mentre per il capodanno ho scelto una meravigliosa città d'arte italiana, già visitata molte volte ma che mi attrae sempre (nooo, stavolta non è Venezia !!!!), naturalmente seguirà post al mio ritorno! 

Stamattina sentivo alla radio un'intervista a Savina Sciacqua, direttore di San Voyage (Viaggiate ma prima leggeteci), un sito ricco di appunti di viaggio, simpatico da consultare, che potrebbe essere utile per semplici consigli anche per una gita fuori-porta.
Gli articoli sono brevi e immediati, le foto potrebbero essere migliori (quelle dei vostri viaggi care amiche a volte sono veri capolavori) ma è un'idea in più in cui dare una sbirciatina.



Mentre, facendo zapping tra i nuovi canali digitali che hanno sconvolto la vita dei miei nonni, ho scoperto una fantastica trasmissione Spain on the Road con Gwyneth Paltrow (di cui sapete già che sono una fan di Goop) : un viaggio tra la storia e la gastronomia spagnola, per ripassare un po' l'inglese e lo spagnolo, prendere appunti sulle cittadine più sconosciute ma affascinanti e provare qualche saportita ricetta.




E voi dove andrete per queste festività? come trascorrerete questi giorni di festa?
A proposito, io NON ho ferie !!! mi dovrò destreggiare tra long week-end ma, va bene così ;o)
Buona settimana, besitos!
 Erica

venerdì 10 dicembre 2010

13^ Venerdì del Libro: Canto di Natale

Buongiorno dolcezze,

 Natale si avvicina è questa settimana per l'iniziativa di HomeMadeMamma, ho scelto il classico dei classici natalizi: Canto di Natale di Charles Dickens

Ho scelto questo edito da Barbès perchè presentato un paio di settimane fa' a Bologna, illustato dal Mastai,
artista noto al Pratello, un mito per chi ha avuto l'onore di conoscerlo (io non ho avuto questo piacere, ma suoi amici me ne parlano sempre con la luce negli occhi).


La storia la conosciamo ormai tutti, l'abbiamo letto, visto in tv, al cinema, nella versione Disney, ma ad ogni Natale piace pensare anche a me alla visita dei tre fantasmi; quello del Natale passato mi mostrerebbe insieme alla mia famiglia, intenta nel decorare la loro casa, con l'adorato presepe (che ogni anno lo zio Beppe ingrandiva regalandomi sempre statuine meravigliose), mentre la nonna Leila prepara la polenta e la casa si riempiva di profumi e tanta allegria. Il fantasma del Natale presente mi mostrerà invece un'Erica più matura ma anche un po' più seria pultroppo. Chissà cosa mi mostrerà invece il fantasma del Natale futuro?

Buon week-end, baci,
Erica

partecipano al Venerdì del Libro:

lunedì 6 dicembre 2010

Caro Babbo Natale,

... sono tanti anni che non ti scrivo una letterina,
ma quest'anno ho scoperto un mezzo tecnologico che può raggiungere
tanti lettori ed incrociando le dita,
spero che anche tu possa leggere e magari realizzare 
con un pizzico di magia, questi miei desideri!

Caro Babbo Natale,
come sai, ho desideri che nemmeno sogno di fare a voce alta,
 ma nel mio cuore c'è la speranza che un giorno si realizzino.

Nel frattempo,
caro Babbo Natale,
potresti fare in modo di "donare" un nuovo lavoro
- a me, perchè è venuto il momento di cambiare
- alla mia migliore amica, perchè si è trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato
- all'uomo che amo, possibilmente in Italia, magari in emilia romagna, perchè le tariffe aeree sono sempre più elevate!

Caro Babbo Natale,
dopo questa consistente richiesta, 
per te sarà uno scherzo soddisfare anche i miei desideri più materiali:

un nuovo costume, perchè per non pensare trascorro sempre più tempo sott'acqua

una nuova reflex, perchè adoro fermare gli istanti che mi rendono felice

un biglietto aereo, per quel viaggio che tanto desidero, accompagnata dall'unica persona che desidero

uno su tutti, un libro per poter mettere le mani in pasta, gioire della passione per la cucina

Ma, caro Babbo Natale,
se questa letterina dovesse venir letta anche da chi sai tu, 
assicurati che, anche se non aspiro a quel cerchietto brillante,
potrebbe sempre rimediare con questa farfallina...
Grazie caro Babbo Natale,
ogni anno mi regali comunque la gioia di essere vicina
alle persone che amo!
Erica

sabato 4 dicembre 2010

Battesimo: quale regalo?

Buongiorno dolcezze,

 nell'augurarvi un buon fine settimana, desideravo richiedere il vostro aiuto per un grande dubbio... e chi meglio di voi, tutte creative e molte neo-mamme, potrebbero aiutarmi in questa difficile scelta?


In febbraio ci sarà il battesimo di Federico, il secondogenito della mia carissima amica Ludo 
(di cui sono stata testimone di nozze) ...


... ma quale potrebbe essere il miglior regalo per il battesimo di questo piccolo tesoro? 
Escludo a priori qualsiasi oggetto (portafoto, soprammobile, anche se di marchi celebri)... 
Mi piacerebbe molto "qualcosa" che possa rimanere negli anni e anche quando sarà più grandicello, guardandolo, si ricorderà che è un regalo della "zia" Erica...



... non so veramente a cosa pensare... l'abbigliamento è scontato, l'oro forse è un po' kitsch...
... si, ehm... sono un bel po' indecisa....
 fosse per me gli regalerei un buono d'acquisto alla Feltrinelli o in agenzia viaggio, ma credo non siano adatti ad un battesimo ;o)


 all images from http://www.annegeddes.com/

Accetto consigli moooolto volentieri!!!!
 Ci sono ancora due mesi per fortuna !!!

 Baci, a presto!
 Erica

venerdì 3 dicembre 2010

12^ Venerdì del Libro & 1 Dicembre Giornata Mondiale contro l'aids

Buongiorno carissime,

oggi posso accumulare due significative intenzioni?
Con l'occasione del Venerdì del Libro proposto da HomeMadeMamma, ho fatto una ricerca per trovare un libro che ci parli di esperienze vissute con la lotta contro l'aids...




da IBS:
La storia di una madre che scopre la sieropositività del figlio e con lui affronta la paura, la sofferenza, la lotta contro la malattia conclamata e la fine. Il racconto commovente di una battaglia durissima, combattuta con coraggio e ottimismo. Una famiglia felice sconvolta da un giorno all'altro dall'Aids, e dall'indifferenza, dalla vergogna, dall'isolamento, dalla certezza dell'esito tragico. Madre e figlio, tuttavia, riescono, con il loro amore e la forza, a vincere la paura dei familiari, l'ostilità dei vicini, l'indifferenza del mondo, trasformando una tragedia in una storia di solidarietà e di amore.



da IBS:
Il racconto di Aida, che esorcizza la morte intorno a sé prendendosi cura di una pianta di mango, nasce da un viaggio in Uganda, dove Mankell è stato per parlare con madri e padri colpiti dall'Aids. Malati senza speranza di guarigione, questi genitori scrivono piccoli quaderni cui affidano ricordi di sé e auspici per il futuro dei loro figli, consapevoli che non vivranno abbastanza a lungo per vederli crescere. Così nascono i Libri della memoria, per Mankell, forse "i più importanti documenti del nostro tempo". Il suo intenso racconto, unito al quaderno scritto da Christine Aguga per la figlia Everlyn, testimonia l'urgenza di un intervento: milioni di bambini come Everlyn e Aida sono destinati a rimanere orfani prematuramente.

Amiamo l'arte...

... amiamo la vita !

Grazie per la vostra visita:

Lettori fissi: grazie per la vostra visita!

Bryce's House Life

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Give away di little emma english home

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HO VINTO PROPRIO IO!!! ancora non ci posso credere! Un GRAZIE particolare a Zaira e a Mimi Bleu

natura by country apple

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... quando la natura fà miracoli ... la nuova linea benessere di Country Apple