giovedì 7 aprile 2011

Guest Post: Raffaella e le sue Storie (continua domani)


Eccomi qua, ospite di una delle persone piu' dolci, sensibili e gentili della blog sfera.
Sono molto onorata di essere ospite di questo delizioso salotto e ri-prometto di entrare prima o poi,come ho tante volte promesso ad Erica, nel gruppo di lettura....sono un po'svogliata a leggere ultimamente...non sono brava insomma.

Ho pensato tanto a che tipo di post fare,poi alla fine ho deciso di comportarmi come faccio sempre con i miei post...andare d'istinto.
La casa di Erica e' per me come la casa di un amica...non ci siamo mai viste ma io so che lei e' una persona speciale e la sento molto vicina cosi' mi comportero' come se fossi a casa mia perche' credo che se glielo chiedessi mi direbbe semplicemente"prego, accomodati,fai pure come se fossi a casa tua".

Avevo memorizzato sulla mia "scrivania" alcuni dipinti che avevano nel corso di questi mesi attirato la mia attenzione.
Aspettavo di inserirli da qualche parte in un racconto o come compendio a qualche mio pensiero bloggoso ma poi ho pensato che questa era l'occasione giusta :
li trovo molto freschi,ma nello stesso tempo accoglienti,caldi ,proprio il tipo di quadro che vorrei appendere nel mio salotto: quello sopra si chiama Let's Dance e solo il titolo mi e' piaciuto tanto. La pittrice e' Victoria Montesinos,una bella donna che si presenta nello stesso modo in cui dipinge i suoi quadri....spumeggiante,avvolgente,gentile e...sofisticata
Love & red

Un pittore che invece ho sempre amato e' Max Hayslette(devo confessarvi che fino a poco tempo fa ero convinta fosse una donna....) per i suoi paesaggi dove prevalgono i colori del tramonto,un po' naif e molto colorati.
Ci capitai per caso qualche anno fa quando cercavo notizie sulla Provenza e da allora ogni tanto lo memorizzavo come immagine sul pc per utilizzarlo magari in qualche post. 
I suoi quadri mi ricordano la Provenza,i campi di lavanda ,la Toscana e i suoi cipressi...insomma, i suoi colori mi parlano,mi raccontano di momenti in relax con un bicchiere di vino in mano e un libro appoggiato sul comodino e mi fanno stare bene.

In fondo credo che ognuno di noi voglia sentire proprio queste sensazioni quando guarda un quadro; per definire un dipinto "bello" non credo basti solo sapere leggere la tecnica (cosa che io assolutamente non sono in grado di fare) ma piuttosto " sentire" qualcosa che si muove dentro di noi e che ci proietta in parte dentro di esso. 
Non restate anche voi incantate davanti a quei pittori che sono lungo i fiumi o sotto i portici delle citta'?
Mi e' capitato spesso di acquistare piccoli quadretti, ne ho di Lisbona, Parigi , New York..... Cosi',ogni volta che li guardo mi sembra di essere ancora la' e di passeggiare lungo quelle strade,sentire quei profumi e rivivere cosi' un poco di quella magia.....

buon proseguimento di giornata


martedì 5 aprile 2011

"I Colori del Mondo" del Gufo Pasticcione

Ho ricevuto questo inaspettato invito da Erica: un guest post.
Ma che emozione, che felicità! Ovviamente ho subito accettato con grande entusiasmo.
Poi...panico! Si perché: che cosa scrivo?
Parlo di me, della mia vita? Ma a chi interessa...
Parlo del mio blog? Ma no, c'è già...è inutile che ne parlo a casa di qualcun'altro...
Allora?
Poi oggi finalmente l'illuminazione. Sono andata alla mostra fotografica "I colori del mondo" di National Geographic Italia (link: http://www.nationalgeographic.it/fotografia/) qui a Roma.
Si: i colori!


In Blue - 1925

"Il colore è un mezzo che consente di esercitare un influsso diretto sull'anima. Il colore è il tasto, l'occhio il martelletto, l'anima è il pianoforte dalle molte corde" (Wassily Kandinsky)

Ovviamente il discorso è molto generico e più che altro è rivolto alle sensazioni che i colori ci trasmettono:

ROSSO: è simbolo del cuore e dell'amore, del dinamismo e della vitalità, della passione e della sensualità, della forza;



"Gigante di fuoco - Fotografia di Carsten Peter - eruzione dell’Etna nel 2002 "

GIALLO: rappresenta la radiosità, il calore. E' il colore dell'illuminazione e della redenzione. Viene anche spesso associato all'infedeltà e al tradimento, ma è anche simbolo di lusso e successo;

ARANCIONE: rappresenta la gioia e l'allegria;

BLU/AZZURRO: induce alla calma, soddisfazione ed armonia. E' il colore del silenzio e della contemplazione. L'azzurro è il colore del mare e del cielo: l'immensità;





"Notte stellata - Fotografia di Peter Essick - La Via Lattea"

VIOLA: è il colore della metamorfosi, del mistero e della magia.

VERDE: significa solidità, forza, equilibrio e stabilità, speranza. Il verde è il colore della natura e della vita: rappresenta quindi  la forza della natura stessa;




" Passa la bellezza - Fotografia di George Steinmetz - donna con un fardello"

NERO: rappresenta il lutto, la tristezza e la morte.

BIANCO: è la luce che contiene tutti e sette i colori dell'iride. E' il colore della purezza, dell'innocenza e della pulizia.



" Bagno rituale- Fotografia di Steve Winter"bagno rituale in un pellegrinaggio vudù"

Curiosità: nel corso dei secoli ogni popolo ha attribuito ai colori significati diversi. Ad esempio per noi il nero è il colore del lutto, mentre in Oriente è il bianco.

Io personalmente non ho un colore preferito: mi piacciono tutti e li uso a seconda del mio stato d'animo, "vado a periodi" insomma.
E voi? Di che colore siete?

Un saluto a tutti e un GRAZIE ad Erica per l'ospitalità.
Baci Baci
Elena - Il Gufo Pasticcione

(tutte le fotografie sono tratte dal sito di National Geographic Italia e sono presenti alla mostra "I Colori del Mondo")

domenica 3 aprile 2011

La Musica è la cura migliore...

Premessa (dovuta)

Carissimi amici di @Eri,

mi presento, sono Claire, blogger poco nota come “La Collezionista di Dettagli”, quanto lettrice affezionata della cara @Eri.


Innanzitutto, mi preme sottolineare che è un onore essere ospite di questo Blog!
Inutile che vi descriva l'emozione nel trovarmi protagonista di questo topic, con la responsabilità di mantenere l'alto livello di attenzione di cui solo la padrona di casa è capace! Spero di non annoiarvi, ad ogni modo, se mi leggerete, significherà che ho ottenuto l'approvazione di cara @Eri! :)

Ho scelto di scrivere qualcosa su un mio concittadino (un po' per orgoglio, un po' per affezione), un musicista di fama mondiale che merita attenzione per le sue capacità di compositore, in particolare, di Colonne Sonore cinematografiche: Dario Marianelli.

Come saprete, la Musica è fondamentale nel Cinema, sebbene non necessaria, essa ne è stata la prima vera voce, quando, ai tempi del cinema muto, nelle sale un musicista accompagnava dal vivo le immagini, suonando uno spartito per pianoforte.
Nel corso evolutivo cinematografico, la Musica ha indossato varie vesti come quella scenografica e solenne nei grandi colossal hollywoodiani, o quella di amplificatore di emozioni nei generi thriller, horror o sentimentali, si è poi trovata (recentemente) a collezionare canzoni, come un juke boxe a gettoni e, talvolta, a restare in disparte per dare posto alle parole.
Negli ultimi anni, ad ogni modo, la grande e varia produzione cinematografica ha notato l'attenzione del pubblico relativamente all'aspetto musicale e scenografico della semplice visione filmica, comprendendo la necessità di rinnovare il ruolo primario della Musica ed investendo nuova attenzione nel dialogo immagine-parola-musica, ingredienti essenziali per l'elisir d'amore che cattura e fagocita la mente dello spettatore; tutto ciò, ha dato ampio spazio alla creatività dei compositori, riconoscendo loro buona parte del successo del film, nonché, la giusta fama che li mette, ormai, a confronto con l'insieme degli attori.


Dario Marianelli è nato, come la sottoscritta, “all'ombra della Torre”, come diciamo qui a Pisa, il 21 giugno del 1963, dove ha studiato pianoforte e composizione, fra qui e la vicina Firenze sino alla fine degli anni '80. Nel 1990 si è trasferito nella bella Londra per proseguire gli studi nella prestigiosa (quanto nota per il suo novero di attori ed artisti che vi sono passati!) Guildhall School of Music and Drama, ottenendo una Borsa di Studio che gli permetteranno di seguire i corsi di scenografia e composizione negli anni seguenti alla Bretton University College. Dopo quest'esperienza, si trasferisce a breve distanza dalla capitale inglese, per continuare gli studi a  Beaconsfield, alla  National Film and Television School.
Nel frattempo, inizia a comporre musiche per il Teatro d'Avanguardia a Londra; il suo primo vero contratto cinematografico gli viene offerto dal regista irlandese Paddy Breathnach per due suoi film,  Ailsa (1994) e I Went Down (1997).
Cinque anni dopo, Michael Winterbottom gli propone di comporre il soundtrack del suo film  Cose di questo mondo, film vincitore dell'Orso d'Oro al Festival di Berlino e, nel 2004 Terry Gilliam lo sceglie per le musiche del fantasy I fratelli Grimm e l'incantevole strega.
Da questo momento in poi, Marianelli vede riconosciuta la propria bravura ai più alti livelli, ricevendo decine di proposte fra cui si trova a poter scegliere le esperienze che lo porteranno, prima, alla nomination all'Oscar nel 2006, per (lasciatemelo dire) la meravigliosa colonna sonora di Orgoglio e Pregiudizio (Pride & Prejudice – 2005) di Joe Wright, di seguito, al trionfo globale con il soundtrack di Espiazione (Atonement – 2007) sempre di Wright, vincendo con esso il Golden Globe (miglior colonna sonora originale) ed il prestigioso Premio Oscar 2008 (miglior colonna sonora), battendo sul finale il collega italo-statunitense Marco Beltrami (Quel treno per Yuma), accedendo così, all'Olimpo dell'universo cinematografico (molto presto se pensiamo alla fatica che ha fatto il nostro amato Ennio Morricone!).


 Marianelli è l'autore anche della Colonna Sonora della nuova trasposizione cinematografica di Jane Eyre (2011 - Regia Cary Fukunaga), in programmazione in questi giorni nelle sale statunitensi ed inglesi, attesissimo qui in Italia. Personalmente, non vedo l'ora di ascoltare le musiche di questa nuova esperienza, dopo quelle, per me favorite, legate a V per Vendetta, Orgoglio e Pregiudizio ed Espiazione, sebbene, siano ormai moltissimi i suoi lavori di cui rendo un breve elenco qui di seguito.

Elenco film più noti dove appare come compositore

Jane Eyre (2011)
Agora (2009)
Il solista (2009)
Far North (2007)
Espiazione (2007)
Opal Dream (2006)
The Warrior (2001)
I dilettanti (1997)
Ailsa (1994)


Ed un assaggio della sua meravigliosa musica, buon ascolto a tutti!

venerdì 1 aprile 2011

"Una piccola istigazione alla lettura..."

Buon giorno a tutti!!
Qualche giorno fa ho avuto una bellissima e altrettanto inaspettata sorpresa: la dolcissima Erica mi ha invitato di essere un ospite d’onore nel suo blog. Ho accolto al volo l’invito di carissima Erica ed eccomi qui.


C’ho pensato un po’ per il tema del post, e visto che il filo conduttore che mi ha legato a Erica sia la letteratura, ho deciso di parlare di un libro a quale mi sento legata in un modo particolare.
L’autore è Goran Tribuson, un scrittore croato (il mio paese d’origine), e oltre che è uno dei più grandi scrittori contemporanei in Croazia (già credo questo potrebbe bastare come la raccomandazione per leggere un suo libro), ho avuto una immensa fortuna di incontrarlo in persona durante uno dei miei (abbastanza rari) rientri a Zagabria, e posso assicurarvi che si tratta di una persona molto speciale, dal mio punto di vista.
Credo che non serve a dirvi che quelle due ore che ho passato insieme a lui sono uno dei miei più speciali ricordi che conservo, e che i suoi libri hanno uno posto d’onore nella mia piccola libreria.  
Il libro che vorrei presentarvi si chiama Storia della pornografia ed è un bellissimo romanzo, saggio e melanconico – soltanto si raccomanda di non leggerlo nei tram, autobus ed altri posti pubblichi perché potrete ottenere una vasta scala di sguardi perplessi.



Al contrario del suo esplicito titolo il romanzo non si occupa nella sua essenza della stessa storia della pornografia. Il romanzo e uno di quei romanzi dell’adolescenza che qualsiasi scrittore serio deve scrivere quando arriva alla quarantina, soltanto che “La storia della pornografia” è colorata con spirito “balcanico”, con gli eventi e le persone degli anni sessanta e settanta, e questo è proprio quello che lo fa interessante – questo spirito casereccio nei personaggi dei genitori del protagonista porterà il lettore a cadere giù per terra dal ridere. Per esempio quando il padre schiaffeggia il figlio e dice: ”Madonna mia… Questo bastardo parla cosi di Marx! E tra le mura di casa mia…” ; o quando uno dei genitori commenta l’espansione delle maglie con la foto di Che Guevara: “ Se non fosse approvato dal Comitato Centrale direi che si trattasse di un soldato Serbo!”

La trama si svolge a Bjelovar (piccola città distante una cinquantina di chilometri da Zagabria) nella scala dal mille novecento quaranta e… fino alla fine degli anni ottanta. La struttura appartiene allo stile David Coperfild (I was born…) però è raccontata con tanto amore e tante tenerezze. Nella prima persona seguiamo il protagonista Stanislav Ivancic, figlio di due giovani e promettenti proletari ed il suo destino inevitabilmente intrecciato con altri suoi cinque amici, però tutto comincia (Like many other good stories…) con il funerale di un loro amico comune, Cedo Kralj chiamato Delon, dopo di che Miki Grabar, il migliore amico di Stanislav che si è trasferito in America, lascia il suo manoscritto “La storia della pornografia”, quale veramente si occupa di quello che è annunciato nel titolo (dal racconto sapremo che Miki Grabar era il proprietario della più grande collezione di porno-film nella città) . Leggendo il manoscritto e commentandolo, torniamo nella provincia croata degli anni cinquanta, il periodo dell’entusiasmo ed infondato ottimismo caratteristico soltanto al comunismo e pianpiano scopriamo che stiamo leggendo la storia della progressiva caduta di una generazione perduta, delusa sia dei suoi amici, sia da parte del regime regnante nel quale hanno posto tutte le loro speranze. Mentre ci moviamo nel libro, scopriamo che l’autore non guarda maliziosamente alla loro personale caduta, ma lo vede come una delle tante cose che succedono senza tante storie o motivi, ma soltanto perchè cosi doveva succedere.


Altrettanto è interessante la trama parallela – una è quella che riguarda il gruppo di amici di provincia, e la seconda è quella che riguarda tutti gli eventi politici e mondiali ai quali i protagonisti non danno tanto peso, che però in un modo sottile creano i loro destini. I personaggi presi nel crudele vortice della vita in qualche modo si arrangiano, ogni uno al modo suo, il che in un certo senso fa del libro la critica di quell’epoca, ma anche l’avvertimento per i lettori, l’avvertimento che la vita non è all that rosie come un giovane ed ingenuo potrebbe pensare, soltanto che tutto è incartato nella copertina di giovialità e serenità dell’animo (come quando il protagonista che aspira di diventare scrittore ad una cena incontra il suo grasso collega Goran Tribuson con il quale non ha potuto scambiare nemmeno una parola in tutta la serata perché quello era occupato col rimpinzarsi).


La descrizione del testo:
Il riassunto di esperienza della sua generazione nell’ ampio e complesso composto “La storia della pornografia” appartiene al genere di “romanzi Bildung”, come la migliore realizzazione di questo tipo di genere nella letteratura croata.
L’ autore segue la squadra di amici coetanei dai primi giorni di scuola fino agli anni della vera e propria maturità, nei due piani temporanei e nei due tipi di racconto. La morte ed il funerale di nella cittadina provinciale, dove, i ricordi nostalgici e sentimentali rivivranno con tutta la loro forza, specialmente nel contrasto con la somma del (non)realizzazione nel bilancio della vita dei quarantenni.
Uno dei protagonisti, nello stesso tempo narratore in prima persona, ricostruisce, parallelo con la biografia della “squadra”, i fenomeni della vita quotidiana di quell’epoca, ed il supporto alle sue osservazioni gli dà la lettura parallela del manoscritto con le pretesi scientifiche intitolato “La storia della pornografia”, che ha scritto nella gioventù il suo migliore amico.
La Pornografia, naturalmente, qui sta come la metafora per le possibilità individuali nella trasgressione dei codici morali. Il romanzo è imbevuto di frammenti saggistici, gli eventi sociali e culturali del decennio passato con tanti teneri sentimenti e irresistibile umorismo.

Spero di avervi tentato abbastanza….

Alla prossima lettura!


mercoledì 30 marzo 2011

Vi lascio in compagnia di ...

Buongiorno Dolcezze,
 come state? la primavera sta arrivando, le gite fuori porta, le passeggiate in spiaggia, i pic-nic al maneggio... Aprile mi porta alla mente tutto questo e la mia mente viaggia veloce per poter organizzare tantissimi progetti. Ma dovrò attendere ancora un poco, con questo post desidero salutarvi calorosamente perchè dovrò mancare per circa due settimane (più o meno) per impegni personali...



Ma non vi lascio certamente sole!!!! In questo periodo, avrò l'onore di ospitare a Bryce's House dolcissime amiche blogghine (e non solo) che a giorni alterni vi proporranno diversi temi e curiosità ...

Per me è un vero piacere ed un onore ospitare e presentarvi:

01/04 - Ziamame di La Favola della Botte
03/04 - Miss Claire de La Collezionista di Dettagli
05/04 - Elena de Il Gufo Pasticcione
07-08/04 - Raffaella di Il Blog di Raffaella e le sue Storie
10/04 - Mimi Bleu di Belle Inspiration - Bonjour Romance  
12/04 - Federica  (amica di Ferrara)
14/04 - Mari di CreaMariCrea


Parto con tranquillità perchè so che sarete in ottima compagnia!
Raccolgo il vostro pensiero, lo custodisco con cura e lo terrò vicino al mio cuore. 
A presto carissime amiche blogghine, un'abbraccio!

Eri 
 Immagini tratte dal web - Claude Monet
(Parigi, 14 novembre 1840 – Giverny, 6 dicembre 1926)

martedì 29 marzo 2011

venerdì 25 marzo 2011

Passeggiando sulle Mura...

... di Ferrara, un sabato pomeriggio di qualche settimana fa'... tra i primi raggi e profumi della primavera...


tutte le fotografie sono state scattate e quindi di proprietà della sottoscritta, si prega di non prenderne possesso.
Erica

Info storico-architettoniche tratte da Wikipedia:
Le Mura di Ferrara, hanno forma vagamente triangolare, e circondato pressoché l'intero abitato, la loro lunghezza è di ca 9 km. L'aspetto attuale delle mura è da riferire principalmente al XV-XVI sec. e periodo ancora successivi. Tali mura andarono ad "aggiornare" la cinta muraria medievale, visto le mutate condizioni della tecnologia militare, con l'adozione in massa nel corso dei secoli XV e XVI delle armi da fuoco.

Struttura

Partendo dal Castello Estense, seguendo corso Ercole I d'Este, si giunge alla cosiddetta Porta degli Angeli, che si apriva nelle mura quattrocentesche di Ercole I e Biagio Rossetti e nel periodo estense era considerata una delle strutture più prestigiose della cerchia muraria perché da qui transitavano ambasciatori, personaggi illustri ed i duchi che si recavano a caccia nel territorio del "Barco", oggi destinato a Parco Urbano. Sempre da qui nel 1598 uscì in un sicuramente ben più mesto corteo l'ultimo duca della dinastia d'Este. Nell'area a S-W della città si trovava una fortezza del tipo a stella, demolita nel corso del XIX sec. L'ingresso in città poteva avvenire nel Rinascimento attraverso tre porte: Porta Paola,Porta S.Giovanni e Porta degli Angeli situate rispettivamente a sud,ad est della cinta murari a e a N-W. La cinta muraria possedeva numerosi bastioni, di cui non tutti integri attualmente, in particolare però risulta meglio difesa l'area sud della città. Probabilmente quest'area rappresenta l'area più antica dell'intero borgo, rimangono ancora oggi in evidenza parti della città medievale con il trecentesco Castello, la Delizia di Schifanoia, la Cattedrale di S. Giorgio. I bastioni e l'intero circuito murario sono pensati per una migliore resistenza all'attacco delle armi da fuoco. I bastioni li troviamo sia a forma di sperone, che a forma di "picca", in entrambi i casi erano ben muniti di cannoniere su più livelli, il tutto era circondato da un fossato oggi ormai colmato.

Le fortificazioni dell'Addizione Erculea

Le mura settentrionali sono state elevate in gran parte tra il 1493 e il 1505 nell'ambito della realizzazione dell'Addizione Erculea su progetto di Biagio Rossetti. Sono contraddistinte da torricini semicircolari e da un lungo cammino di ronda per le sentinelle. All'estremità nord-ovest si segnala il Torrione del Barco, importante esempio di architettura militare di transizione fra il '400 e '500. Da segnalare a nord la Porta degli Angeli e a est il Torrione di San Giovanni, la cui struttura circolare è tipica dell'architettura rinascimentale.Sul vicino piazzale si trova oggi una statua di Giorgio de Chirico.

Grazie per la vostra visita:

Lettori fissi: grazie per la vostra visita!

Bryce's House Life

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HO VINTO PROPRIO IO!!! ancora non ci posso credere! Un GRAZIE particolare a Zaira e a Mimi Bleu

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... quando la natura fà miracoli ... la nuova linea benessere di Country Apple