mercoledì 27 ottobre 2010
HAPPY
Grazie a Frida di Coccole di Rugiada ho ricevuto questo premio dolcissimo...
E' una simpatica occasione per conoscere un po' di più le altre bloggers, anche se temo di avervi raccontato già molto di me, tra un post e l'altro. Ecco 10 cose alternative:
- 1 - adoro il cioccolato (strana come prima cosa che mi venga in mente dovendo parlare di me;o) in tutte le sue forme e varietà, mi aiuta in momenti di tristezza o per festeggiare una buona notizia. Durante la mia ultima visita a Torino, ho patto pazzie per le cioccolaterie;o)
- 2 - sono cancro, ascendente cancro... questo significa molto lunatica, molto permalosa, molto sensibile, molto...
- 3 - sono una segretaria in una società informatica, con funzioni coordinamento del reparto tecnico (uff...) ma sogno un lavoro creativo e allegro; peccato che io sia una maniaca organizzativa e quindi il ruolo che ricopro ora mi calza a pennello ;o(
- 4 - avrei sempre voluto frequentare un corso da sommelier, perchè adoro il mondo del vino, delle degustazioni, degli abbinamenti cibo-vino e sopratutto dei percorsi eno-gastronomici!
- 5 - ho il culto del tè: in ufficio non manca mai il te delle 5 che preparo per i miei colleghi e proprio ieri sera ho ricevuto un dono speciale da una persona speciale: una confezione di tè cinese in barattolo di latta bellissimo ed un sacchetto di tè nero africano (non ricordo i nomi, ve li mostrerò)
- 6 - acquisto libri in modo compulsivo! c'è chi lo fa con le scarpe, io invece con i libri... peccato che a volte mi ritrovo senza scarpe da mettere ;o)
- 7 - ve l'ho già detto che ho sempre un viaggio in programma? devo sempre avere un programma in mente per qualche meta futura, è un incentivo! a parte questo week-end di cui vi parlerò presto, ora penso già a natale-capodanno e chissà se sarà Vienna o San Pietroburgo??? non ve lo dico!!!
- 8 - da fine estate a inizio primavera porto sempre al collo una sciarpa, foular, pashmina: mi piace avere il collo avvolto da qualcosa di soffice e caldo
- 9 - mi piace la fotografia, ma vorrei frequentare un corso per perfezionarmi; ho una storica yashica reflex a rullino ed una compatta digitale olympus, ma attendo il regalo di natale...
- 10 - la gioia che mi da avere aperto questo blog è immensa, sopratutto per aver avuto l'occasione di conoscere tutte voi! merci beaucoup! bisous! la regola vorrebbe che io passassi questo premio / testimone ad altre 10 amiche blogghine, ma ho visto che siete già in tante ad averlo ricevuto e così io lo mando idealmente a tutte coloro che ancora non l'hanno ricevuto, quindi la mia preghiera è: chi di voi passa di qua ed ancora non l'ha ricevuto, lo prelevi con grande gioia e ci parli di lei! vediamo chi coglierà questo frutto dell'amicizia? fatemi sapere!!!!
baci,
Erica
martedì 26 ottobre 2010
Vola nel Cuore
Buongiorno dolcezze,
intervengo con grande gioia per parlarvi di una meravigliosa iniziativa, attiva sul territorio della mia città!
![]() |
| http://www.volanelcuore.it/ |
Attualmente opera sul territorio di Ferrara ed in particolar modo presso l’ospedale S.Anna, nei reparti di Pediatria e Neonatologia, con cui ha una regolare convenzione dal febbraio 2005.
L’obbiettivo dell’Associazione è di dare assistenza ospedaliera pediatrica gratuita ai piccoli pazienti ricoverati sostituendosi, con i propri volontari, ai genitori nel caso gli stessi siano impossibilitati o assenti.
I volontari seguono i bambini ( dal neonato all’età pediatrica più avanzata ) in reparto durante tutta la loro degenza, o comunque sino a quando sia richiesta l’assistenza.
E sopratutto per diramare il passaparola per la pubblicazione del loro nuovo calendario 2011:
OTTIMO REGALO PER NATALE, utile, bello ed aiuterete a sostenere il progetto
"UN REPARTO DA FAVOLA"
offerta minima consigliata, € 10,00 euro
Per prenotarlo potete mandare una mail a INFO@VOLANELCUORE.IT
indicando: nome, telefono, indirizzo mail e numero copie prenotate.
indicando: nome, telefono, indirizzo mail e numero copie prenotate.
Se siete di fuori Ferrara e volete prenotarle e riceverlo per posta (oltre le 10 copie) contattateci sempre alla stessa mail.
Oppure potete ritirarlo presso uno dei punti Amici in città:
PUNTO 3
Forniture Per Parrucchieri Ed Estetiste
V. Maria Majocchi Plattis, 2 INT. 2 - FERRARA
Oppure potete ritirarlo presso uno dei punti Amici in città:
PUNTO 3
Forniture Per Parrucchieri Ed Estetiste
V. Maria Majocchi Plattis, 2 INT. 2 - FERRARA
Ci sono molte persone speciali che hanno la passione per fare e credere in qualcosa di buono, aiutiamole (anche nel nostro piccolo)!. Un ringraziamento particolare a Federica per avermi fatto conoscere questa splendida iniziativa!
Baci baci,
Far West Usa - capitolo 8
Dopo alcune ore il paesaggio cambia di miglia in miglia, entriamo in California percorrendo la Hwy-190 ed entriamo nella Valle della Morte, la Death Valley. Si tratta di una depressione che fa parte del Grande Bacinolivello del mare ed il punto più basso si trova a Badwater, dominato dai calanchi delle Black Mountains, proprio nel punto dove si trova Dante's View, all'orizzonte appare il Telescope Peak alto 3.300 metri. Le rocce che ci circondano sono composte da arenaria e calcare (il che indica che il luogo era un mare caldo e poco profondo) e da borace, sale di origine vulcanica. Nella pietra sedimentaria di Funeral Mountains si sono trovati coralli fossili, che indicano come qui esistesse il mare 450 milioni di anni fa.
Il display della nostra auto segna i 54 °C, temperatura che possiamo verificare personalmente durante le nostre brevi soste. Optiamo per Dante’s View, dove sembra di vedere una grande onda marina spumeggiante ed invece è solido sale; il Devil Golf Court (campo da golf del diavolo) è uno strato di sale e cloruro di sodio, spesso circa da 1 metro a 1,5 metri ed in superficie è talmente bucato che chi ci giocasse a golf potrebbe tirare centinaia di palline senza trovarle mai più; qui la vista spazia oltre, fino alle Montagne del Panamint in quel tipo di scenario americano grandioso e spettacolare.
Sosta successiva a Zabriskie Point, dal nome di un ingegnere minerario, ma diventato famoso, perché è il titolo del film “Zabriskie Point” (1969) di Antonioni sulla contestazione giovanile del 1968 e perché parte della colonna sonora è dei Pink Floyd; ogni guida consiglia di non attraversare la valle nelle ore più calde della giornata, ma per noi è stato un classico affrontare il deserto in pieno giorno e sotto il sole le colline che ci circondano cambiano colore continuamente dando una sensazione surreale. Risaliamo in macchina dopo una decina di minuti, il necessario per alcuni scatti fotografici e per rimanere affascinati dal panorama irreale. Un’altra rapida sosta per il rifornimento di acqua e frutta al Furnace Creek Visitor Centre, che funge da museo e supermercato ed alle linde Sand Dunes. Nelle miglia che seguono, i freni della nostra auto iniziano, come dire, a puzzare… le colline si susseguono in rapide salite e discese ed il cambio manuale non ci aiuta di certo; quindi dobbiamo rallentare decisamente la nostra andatura. Comunichiamo la nostra precaria situazione via walky talky ma forse non è chiara l’entità del problema perché mentre noi rallentiamo notevolmente, le altre due auto spariscono all’orizzonte, fuori dalla portata delle ricetrasmittenti. Isolati, con il piede tremolante sul pedale del freno, nella Valle della Morte… attimi di silenzio, poi pian piano terminano anche le discese, il paesaggio inizia a cambiare, l’aria a rinfrescarsi e riacchiappiamo anche il resto del gruppo.
Allo svincolo con la US-395 prendiamo direzione nord ed il paesaggio cambia notevolmente: attraversiamo diversi villaggi dalle casette in legno, tutto come in uno dei classici film americani; l’intenzione è di raggiungere Mammoth Lake, ma dopo aver lasciato alle nostre spalle la cittadina di Indipendence, intravediamo le colline alla nostra destra bruciare, si tratta di un incendio che si deve essere sviluppato sulle pendici della catena del Kings Canyon National Park ma dopo alcune miglia notiamo che il fumo aumenta ed invade la strada, il sole è completamente oscurato dalla grigia coltre di fumo: non possiamo proseguire oltre perché ci si rende conto che l’incendio è sceso fino a valle e deve aver invaso anche la strada; arrivano autopompe ed auto della polizia, il traffico viene bloccato ed esortato a fare retromarcia. Non c’è scelta dobbiamo modificare il piano di viaggio quindi riprendiamo la US-395 direzione sud, direzione Mojave.
Questo inconveniente ci porterà a dover apporre notevoli modifiche al nostro tour e si decide quindi di sacrificare la Foresta Pietrificata e, a malincuore, anche una notte a San Francisco. Ci fermiamo per cena in una fantastica Steak House al Wells Indian Lodge, dove oltre ad allevare la propria mandria, producono una spettacolare birra! Proseguiamo poi per Mojave, dove troviamo un Motel 6.
Il display della nostra auto segna i 54 °C, temperatura che possiamo verificare personalmente durante le nostre brevi soste. Optiamo per Dante’s View, dove sembra di vedere una grande onda marina spumeggiante ed invece è solido sale; il Devil Golf Court (campo da golf del diavolo) è uno strato di sale e cloruro di sodio, spesso circa da 1 metro a 1,5 metri ed in superficie è talmente bucato che chi ci giocasse a golf potrebbe tirare centinaia di palline senza trovarle mai più; qui la vista spazia oltre, fino alle Montagne del Panamint in quel tipo di scenario americano grandioso e spettacolare.
Sosta successiva a Zabriskie Point, dal nome di un ingegnere minerario, ma diventato famoso, perché è il titolo del film “Zabriskie Point” (1969) di Antonioni sulla contestazione giovanile del 1968 e perché parte della colonna sonora è dei Pink Floyd; ogni guida consiglia di non attraversare la valle nelle ore più calde della giornata, ma per noi è stato un classico affrontare il deserto in pieno giorno e sotto il sole le colline che ci circondano cambiano colore continuamente dando una sensazione surreale. Risaliamo in macchina dopo una decina di minuti, il necessario per alcuni scatti fotografici e per rimanere affascinati dal panorama irreale. Un’altra rapida sosta per il rifornimento di acqua e frutta al Furnace Creek Visitor Centre, che funge da museo e supermercato ed alle linde Sand Dunes. Nelle miglia che seguono, i freni della nostra auto iniziano, come dire, a puzzare… le colline si susseguono in rapide salite e discese ed il cambio manuale non ci aiuta di certo; quindi dobbiamo rallentare decisamente la nostra andatura. Comunichiamo la nostra precaria situazione via walky talky ma forse non è chiara l’entità del problema perché mentre noi rallentiamo notevolmente, le altre due auto spariscono all’orizzonte, fuori dalla portata delle ricetrasmittenti. Isolati, con il piede tremolante sul pedale del freno, nella Valle della Morte… attimi di silenzio, poi pian piano terminano anche le discese, il paesaggio inizia a cambiare, l’aria a rinfrescarsi e riacchiappiamo anche il resto del gruppo.
Allo svincolo con la US-395 prendiamo direzione nord ed il paesaggio cambia notevolmente: attraversiamo diversi villaggi dalle casette in legno, tutto come in uno dei classici film americani; l’intenzione è di raggiungere Mammoth Lake, ma dopo aver lasciato alle nostre spalle la cittadina di Indipendence, intravediamo le colline alla nostra destra bruciare, si tratta di un incendio che si deve essere sviluppato sulle pendici della catena del Kings Canyon National Park ma dopo alcune miglia notiamo che il fumo aumenta ed invade la strada, il sole è completamente oscurato dalla grigia coltre di fumo: non possiamo proseguire oltre perché ci si rende conto che l’incendio è sceso fino a valle e deve aver invaso anche la strada; arrivano autopompe ed auto della polizia, il traffico viene bloccato ed esortato a fare retromarcia. Non c’è scelta dobbiamo modificare il piano di viaggio quindi riprendiamo la US-395 direzione sud, direzione Mojave.
Questo inconveniente ci porterà a dover apporre notevoli modifiche al nostro tour e si decide quindi di sacrificare la Foresta Pietrificata e, a malincuore, anche una notte a San Francisco. Ci fermiamo per cena in una fantastica Steak House al Wells Indian Lodge, dove oltre ad allevare la propria mandria, producono una spettacolare birra! Proseguiamo poi per Mojave, dove troviamo un Motel 6.
domenica 24 ottobre 2010
qualche aggiornamento ...
Buongiorno dolcezze,
mi mancavate tanto!!!! Così ho preparato un veloce post per raccontarvi cos'ho combinato in questo periodo di assenza; innanzitutto...
... è la nuova cucciolina di mia sorella Alice, razza jack russel terrier, ha appena 2 mesi, è adorabile; per fortuna la nostra Luna l'ha accettata senza probemi, temevo una grande gelosia, ma stiamo tutti attenti a non farla sentire in disparte (mia sorella abita di fianco a me, stesso cortile).
Ed ecco terminato il mio lavoro per il Sal nel Sal Parolin: tout est amour...
... ricordate che vi avevo detto di aver terinato il colore rosso dello stesso bagno, bè in realtà si nota la differenza, in fotografia un po' meno...
Ed ecco un semplice dono per l'amica Ale di Tiritopettotopino, per la sua Bai Jia Bei: un quadratino di stoffina americana con disegni tratti da Beatrix Potter che insieme a quelli di tante altre amiche, andrà a formare una calda coperta per il suo piccolo chicco di riso che tutte ci auguriamo arrivi quanto prima possibile!!!
Lunedì 25/10 abbiamo inoltre l'appuntamento sul blog del Gruppo di Lettura per la prima tappa di Ragione e Sentimento; le immagini pubblicate sono della rivista Focus Soria-Biografie che riportava un interessante articolo su Jane Austen (lo aveva suggerito una compagna del GdL di cui ora però mi sfugge veramente chi fosse, siamo in 42 ed io al momento sono abbastanza stordita! cmq GRAZIE per il suggerimento!).
E questi invece sono gli specialissimi doni ricevuti dall'amica Mela di Country Apple, un porta-passaporto con coordinato porta-chiavi in delizioso tessuto Burberry: GRAZIE Mela, non vedo l'ora di partire!!!
E... da dan!!!! ecco i miei acquisti del week-end milanese: i mitici Hunter che tanto desideravo e delle chiccose ballerine da indossare per una serata più elegante ;o)
Gli amici milanesi, oltre che in giro per shopping e musei, mi hanno fatto scoprire un posticino delizioso per il brunch domenicale: la California Bakery , che a Milano ha tre ristoranti, ma quella di P.zza Sant'Eustorgio è un angolino speciale isolato dal traffico cittadino, ma a pochi passi dai navigli. I Bagel sono divini, e la New York Cheese Cake è strepitosa! Organizzano anche un fitto calendario di Showcooking per imparare a cucinare i veri dolci americani in allegria (e non nego che mi piacerebbe molto partecipare ad almeno una lezione!!!)
Gli amici milanesi, oltre che in giro per shopping e musei, mi hanno fatto scoprire un posticino delizioso per il brunch domenicale: la California Bakery , che a Milano ha tre ristoranti, ma quella di P.zza Sant'Eustorgio è un angolino speciale isolato dal traffico cittadino, ma a pochi passi dai navigli. I Bagel sono divini, e la New York Cheese Cake è strepitosa! Organizzano anche un fitto calendario di Showcooking per imparare a cucinare i veri dolci americani in allegria (e non nego che mi piacerebbe molto partecipare ad almeno una lezione!!!)
Ed oggi, un pranzo speciale cucinato dalla sottoscritta, per amici speciali:
Vi auguro una buona settimana, io sarò sempre immersa nello studio, ma vi lascio in compagnia le pagine del mio diario di viaggio nel Far West!
Baci,
Far West Usa - capitolo 7
Entriamo in Nevada e dal deserto passiamo alle caotiche autostrade a più corsie ed uscite di questa dinamica città. Non si sa se per errore del Tom Tom o per deliberata scelta panoramica, ma prima di trovare il nostro Motel 6, ci godiamo in rapida successione alcuni degli spettacolari Hotel della scintillante Strip. Prima di scendere dalle nostre auto scopriamo che alle 7 del pomeriggio ci sono 123.80 °F, ovvero ben 51 °C ! l’impatto è una consistente mazzata di calore, ma cerchiamo di sfruttare la situazione con un ultra rapido bucato, mentre altri ne approfittano per un salto nella piscina del motel. Ci troviamo praticamente di fronte all’Excalibur ed al Luxor, solo divisi da un’infinita serie di corsie autostradali della I-15.
Ci prepariamo per la serata che ci attende in città, e consapevoli del caldo tremendo che non accenna a diminuire, ci incamminiamo verso lo Strip: descrivere Las Vegas non è semplice, ovvero immaginare un vero e proprio bordello di gente e caldo, sarebbe riduttivo; allora proviamo a pensare che dei 15 alberghi più grandi del mondo, a Las Vegas ce ne sono 14! E che ogni anno, si demoliscono attrazioni ancora prima che cadano in declino, per aprire nuovi cantieri di quello che sarà un enorme monumento all’esuberanza architettonica. Pare di essere entrati per magia all’interno di quel vecchio gioco da tavolo chiamato Hotel o in alternativa, in un’enorme parco divertimenti per adulti affascinati dal blackjack: passiamo dall’Excalibur, stile castello di re Artù, al Luxor (nera piramide egizia con tanto di Sfinge), alle riproduzioni di intere città come il New York New York (con Statua della Libertà e montagne russe), il Venetian (con gondole, gondolieri ed il ponte di Rialto), il Paris (con la Tour Eiffel e l'arco di Trionfo); poi il lusso più sfrenato dal Bellagio, al Mirage, al Caesar Palace, il tutto esageratamente enorme!
Inevitabilmente il gruppo si deve dividere, tra il fiume di gente che percorre ogni via, interna ed esterna ai grandi alberghi, non riusciamo a mantenere intatto il nostro gruppo di 16 persone, con desideri differenti alla scoperta di questo inatteso gioco. Pizza (neppure male) in un locale all’interno di uno degli infiniti Hotel (credo il Tropicana, ma non ho ricordi precisi di dove fossimo entrati in quell’occasione), poi passeggiata sullo Strip, dove anche le palme sono di plastica! Lungo la strada incontriamo una quantità esagerata di figuri con dei bigliettini di carta in mano (delle striscette "strip", appunto.... con tutti i doppi sensi che vi vengono in mente...) che offrono, sbattendo i biglietti sul palmo aperto della mano, l'ingresso ai vari locali notturni (assolutamente espliciti sul tipo di varietà!). Cerchiamo sollievo dall’afa (è ormai notte) entrando e visitando i favolosi Hotel, curiosando tra i casinò, approfittando dei lussosi bagni del Bellagio e facendoci spennare per le bottigliette di acqua gelida. Ci godiamo lo spettacolo di fontane danzanti del Bellagio, entriamo al Caesar Palace, ci incamminiamo tra i palazzi veneziani del Venetian, curiosiamo tra i tavoli da gioco del Mirage, più che altro, intrigati dai personaggi che vi si incontrano.
Agli incroci delle strade è curioso vedere operai edili che vanno al lavoro con scarponi e cintura degli attrezzi (dopo mezzanotte!) ma riflettendo è assolutamente ovvio: le ore notturne, le più fresche, sono l’unica possibilità per poter affrontare lavori all’aperto, dai cantieri edili all’asfaltatura di nuove strade; e tutto ciò accade nel pieno centro dello Strip, tra lo scintillio delle luci al neon dei locali e degli enormi hotel, dove può accadere di trovarti davanti ad un’enorme gru proprio dietro all’angolo!
La mattina seguente (06/07) ci accingiamo ad attraversare la Valle della Morte, hurrà!
Lasciare Las Vegas, sembra abbandonare il paese dei balocchi e più miglia percorriamo, più vediamo sfilare davanti ai nostri occhi l’effettiva realtà di chi vive e lavora a Las Vegas: micro villaggi di anonime case prefabbricate, tra stazioni di servizio e market center. La loro scelta di vivere solo per parte della loro esistenza nel deserto che circonda questo bordello di casinò è dimostrata proprio da questo concetto di prefabbricati, che tra l’altro vediamo passare sulle strade trasportati da enormi tir, evidentemente in fase di trasloco.
Lasciare Las Vegas, sembra abbandonare il paese dei balocchi e più miglia percorriamo, più vediamo sfilare davanti ai nostri occhi l’effettiva realtà di chi vive e lavora a Las Vegas: micro villaggi di anonime case prefabbricate, tra stazioni di servizio e market center. La loro scelta di vivere solo per parte della loro esistenza nel deserto che circonda questo bordello di casinò è dimostrata proprio da questo concetto di prefabbricati, che tra l’altro vediamo passare sulle strade trasportati da enormi tir, evidentemente in fase di trasloco.
venerdì 22 ottobre 2010
Far West Usa - capitolo 6
(05/07) Al risveglio un bollente caffè americano nel classico bicchierone di polistirolo ed un enorme “one hot cake” ricoperto di sciroppo d’acero ci danno la forza per iniziare bene la giornata. Oggi è il compleanno di Valentina, auguri! Ci ricongiungiamo alla Hwy-9, attraversando alcuni deliziosi villaggi dalle tipiche abitazioni in legno dipinto, con il giardino ben curato, la staccionata bianca e l’asta con la bandiera americana, dall’ufficio dello sceriffo e dallo scuolabus giallo; arriviamo a Springdale ed all’ingresso del Zion National Park;
qui lasciamo le auto, che sono proibite all’interno del parco, ed optiamo per lo shuttle che percorre la Zion Canyon Scenic Drive e ci condurrà fino al Temple of Sinawava (il nome deriva da una divinità degli indiani Paiote dalla forma di lupo), da dove percorreremo il Riverside Walk, un facile trail di circa 2 miglia che costeggia il Virgin River, inoltrandoci in una stretta gola tra pareti di arenaria d’un rosso intenso, oltre i 1200 m di quota, tra grandiosi pini e pioppi americani, intravedendo daini e rincorrendo scoiattoli. Abbiamo decisamente abbandonato la desolazione di Canyonland o le stranezze di Bryce, per entrare in una oasi rigogliosa, anche se molto simile alle nostre Alpi, tra una verde foresta ed un fresco, anzi gelido torrente, che ha il notevole potere di dare sollievo ai nostri piedi! Alcuni impavidi si spingeranno tra le acque del Virgin, fino ai piedi del Narrows, da dove emerge il fiume.
Riprendiamo lo shuttle e ci dividiamo: mentre alcuni opteranno per il trail che li condurrà a Weeping Rock, dove una sorgente perenne corrode le pareti ricche di umide felci, il resto del gruppo si riporterà al Visitor Center per il pranzetto. Nota sul buffet: l’opzione sarà per la scelta delle pietanze da pagare a peso oppure per il tipico “all you can eat” a ripasso.
Riprese le nostre auto, ci immettiamo sulla I-15, ma prima facciamo una breve sosta in un pacchianissimo villaggio stile western, appositamente allestito ad uso e consumo per le foto dei turisti! Ci attendono ancora un paio di ore di strada: direzione Las Vegas!
giovedì 21 ottobre 2010
Staffetta dell'Amicizia
Grazie mille a Claudia del blog incucinaconchani. blogspot.com che mi ha invitata alla staffetta dell'amicizia… le regole sono semplici:
a)-creare un post inserendo il logo della staffetta e invitare le 14 bloggine che vorresti conoscere meglio;
b)-postare le 8 domande qui di seguito:
b)-postare le 8 domande qui di seguito:
1- quando da piccoli vi domandavano cosa volevate fare da grandi cosa rispondevate?
2- quali erano i vostri cartoni animati preferiti?
3-quali erano i vostri giochi preferiti?
4-qual'è stato il più bel vostro compleanno e perchè?
5-quali sono le cose che volevate assolutamente fare e non avete ancora fatto?
6-quale è stata la vostra prima passione sportiva e non?
7-quale è stato il vostro primo idolo musicale?
8- qual'è stato la cosa più bella chiesta (ed eventualmente ricevuta) a Babbo Natale, Gesù Bambino, Santa Lucia?
c)- rispondere alle stesso sul vostro post
- I nomi delle blogghine a cui girare la staffetta:
MARI, ANNAMARIA, COUNTRY NANNY, MIRTA, ALESSANDRA, MARIS, IULIA, MANUELA, MeRy, ANNA, CARMEN, GIO, ALESSANDRA, LAURA.
Non voletemene, ho scelto tra le mie prime sostenitrici, senza verificare se avevano già ricevuto il testimone della staffetta da altre amiche (se così fosse, prometto di passare ad aggiornarmi sul vostri blog, perdonate l'assenza degli ultimi tempi!).
Ecco le mie risposte:
1- quando mia nonna mi leggeva le favole da piccola, le dicevo che io non volevo andare a scuola, perché stavo bene in casa con la mia nonna e poteva insegnarmi tutto lei; poi naturalmente non avrei mai più smesso e naturalmente a quei tempi il sogno era di fare la maestra elementare perché avevo una grandissima ammirazione per la mia maestra (che allora fungeva anche da vice-mamma) ma poi il destino mi ha fatto seguire altre strade.
2- Quando mia mamma andava al lavoro, doveva regolare la nostra vecchia tv con la manopola per metterla sul canale dei cartoni animati: adoravo i robot! MazingaZ, Daitarn3, Goldraike. Poi qualche anno dopo (dalle elementari in poi) sono passata a Candy, Lady Oscar, il Tulipano Nero, Georgie, Sandybell, Mimì e la nazionale di pallavolo, e potrei continuare all’infinito…
3- Fino ai 6 anni abitavo in una zona dove non c’erano bimbi con cui giocare, quindi mi inventavo sempre qualcosa da sola, ricordo i mitici “pentolini” con cui facevo la pappa alle bambole a base di terra e acqua, quando andava meglio era sabbia! Una mia vicina di casa dipingeva a mano i soldatini e quelli “venuti male” li regalava a me, così avevo una bella truppa di soldatini ed indiani;o)
4- Tendo a dare queste risposte riferendomi alla mia prima infanzia, ovvero entro i primi 6 anni, perché poi cambiai casa e cambiò un po’ tutto! Ho una fotografia dove avrò circa 4-5 anni, indossavo uno dei vestitini fatti e ricamati da mamma (era quello bianco con le coccinelle ed i fiori), avevo davanti a me una splendida torta di compleanno con le candeline e tenevo in mano il regalo della famiglia, una bambolina di Heidi con la molla nella schiena per farla camminare!
5- Il mio più grande desiderio era andare a New York ma ci sono già andata due volte! Il desiderio che purtroppo non riuscirò a realizzare è la Laurea, ci ho provato, ma ho una fobia cronica per gli esami, vado proprio in paranoia, quindi credo che proprio rimarrà un desiderio. Naturalmente il più grande desiderio che abbia il mio cuore e per il quale invece c’è ancora tempo e speranza è quello di diventare sposa e mamma! Ci spero tanto tanto;o)
6- Oh mamma, gli sport! Mio padre ci ha provato con il ciclismo (lui è un agonista) ma proprio non avevo fiato! Poi ho provato con la pallavolo, ma odiavo anche le due ore di ginnastica a scuola figuriamoci! In età più adulta ho tentato con acquagym, yoga, pilates, ma tutti abbandonati. Ora mi sono innamorata del nuoto (obbligata dal neurochirurgo a causa di un ernia non operabile) e trascorro tutte le mattine del sabato e della domenica in acqua!
7- Un idolo musicale??? Non ricordo il primo, ma ricordo che in età adolescenziale adoravo cantare le canzoni di Eros Ramazzotti, ma di certo non ero una che appendeva i poster dei cantanti nella stanza da letto!
8- Ho scoperto presto che babbo Natale non esisteva, perché una volta ho “beccato” i pacchetti natalizi nel baule della macchina dei miei genitori ;o) quindi poi facevo le richieste direttamente a loro! Continuavo a chiedere una sorellina, e quando avevo nove anni è arrivata, ma in giugno, quindi sicuramente babbo natale non c’entrava ;o)
E' stato divertente raccontarvi un po' di me! Grazie per la staffetta! Baci,
Erica
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