cip, cip, cip...
ok ci provo... tempo fa' scrissi questo racconto, molto autobiografico, l'ho pubblicato in un libretto stampato in poche copie per i miei familiari ed amici più intimi, insieme ad altre poesie e diari di viaggio, ed ora prendo il coraggio a due mani e ve lo propongo...
siccome è un po' lunghetto, ve lo divido in due o tre post, aspetto timorosa il vostro clemente giudizio... buona lettura!
In un giorno senza tempo, in un luogo senza nome, la piccola Farfalla volava solitaria tra le braccia dell'amico vento. Era un sereno bosco di primavera, che abbracciava una grande montagna vicina al cielo azzurro. Farfalla volava, tra i verdi abeti che le sussurravano piacevoli saluti al suo passaggio. I raggi del sole filtravano tra i rami degli alti Signori del bosco ed illuminavano, qua e là, i giovani fiori nati ai piedi degli abeti, i rifugi degli scoiattoli, sempre a caccia di bacche profumate ed il scintillante ruscello, che portava a valle la fresca acqua.Farfalla, in quella splendida giornata, si stava recando a far visita all'amico Falco, che abitava nella parte più alta della radura, ad est della grande quercia. Falco non si poteva paragonare ne ad un giovane aquilotto, ne ad un anziano gufo: egli era tutto di entrambi. Era la forza e l'energia, l'allegria dell'aquila e nello stesso tempo era la saggezza e la profonda bontà del gufo. Un giorno il fato gli aveva fatto conoscere il dolore e da quel momento Falco non aveva più potuto volare; ma aveva imparato giorno dopo giorno, ad affrontare la vita e tutti gli amici del bosco lo avevano aiutato ed incoraggiato: era divenuto in poco tempo, grazie alla sua energia, il più amato della radura ed oggi aspettava l'amica Farfalla perché il vento, suo messaggero, gli aveva portato ambasciata delle difficoltà che l'amica stava affrontando. Quando lei arrivò, l'accolse con un raggiante sorriso:"Mia cara amica, un raggio di sole ha illuminato il tuo viaggio: lascia che le mie vecchie ali ti accolgano nella mia dimora". Per Farfalla era un sollievo ogni volta, vedere l'amico Falco: lui le sapeva donare nuova energia solo grazie alla sua presenza.COPYRIGHT: ERICA SCHIAVI
(continua domani)

Grazie del commento ma soprattutto per avermi,all'improvviso fatta entrare in questo bosco meraviglioso.Quest'inizio è avvincente e ha catturato il mio interesse.Torno domani per leggere il resto che,sono certa,non mi deluderà.A presto,Anna.
RispondiEliminaBello questo post magico e a puntate..e anch'io torno domani!!
RispondiEliminaCarmen
bello bello bellooooooooo
RispondiEliminaNon vedo l'ora che sia domani...
RispondiEliminaBrava, mi piace! Sembra una fiaba! A domani!
RispondiEliminaFrancy
A domani, non vedo l'ora di sapere come prosegue la storia.
RispondiEliminaCiao Erica, grazie per esserti fermata nel mio blog, e per avermi invitata nel tuo..Dicono..Il mondo è tanto grande ma è anche tanto piccolo... Abitiamo a due passi... Tutte le mattine sono a "casa tua". per lavoro, e mio marito è di Ferrara...Via Gorizia per la precisione... Interessante il tuo racconto, però non vale... Io sono troppo curiosa, e di aspettare giorno per giorno, per sapere come finisce!!! Questa è proprio una dura prova....Ci risentiamo domani...
RispondiEliminaComplimenti, Erica è davvero bellissimo il tuo racconto... Mi piace moltissimo..
RispondiEliminaHo visto anche gli ultimi lavori a punto croce.. sei bravissima e mi ha fatto veramente molto piacere conoscere te e le altre amiche del Gdl... Grazie ancora per aver organizzato questa bellissima iniziativa...
Un abbraccio e....
aspetto il resto del racconto...
Dona
Ciao Erica.. Volevo ringraziarti della partecipazione al mio Blog Candy...Buona fortuna..!
RispondiEliminaBel racconto..E ancora più belle le tue ultime creazioni..Complimenti..! Non so il perchè, ma a me senbrano sempre più belle le stoffe in montagna..Anch'io ho comperato una stoffa a Sappada..
Un abbraccio