domenica 24 ottobre 2010

Far West Usa - capitolo 7

Entriamo in Nevada e dal deserto passiamo alle caotiche autostrade a più corsie ed uscite di questa dinamica città. Non si sa se per errore del Tom Tom o per deliberata scelta panoramica, ma prima di trovare il nostro Motel 6, ci godiamo in rapida successione alcuni degli spettacolari Hotel della scintillante Strip. Prima di scendere dalle nostre auto scopriamo che alle 7 del pomeriggio ci sono 123.80 °F, ovvero ben 51 °C ! l’impatto è una consistente mazzata di calore, ma cerchiamo di sfruttare la situazione con un ultra rapido bucato, mentre altri ne approfittano per un salto nella piscina del motel. Ci troviamo praticamente di fronte all’Excalibur ed al Luxor, solo divisi da un’infinita serie di corsie autostradali della I-15. 

Ci prepariamo per la serata che ci attende in città, e consapevoli del caldo tremendo che non accenna a diminuire, ci incamminiamo verso lo Strip: descrivere Las Vegas non è semplice, ovvero immaginare un vero e proprio bordello di gente e caldo, sarebbe riduttivo; allora proviamo a pensare che dei 15 alberghi più grandi del mondo, a Las Vegas ce ne sono 14! E che ogni anno, si demoliscono attrazioni ancora prima che cadano in declino, per aprire nuovi cantieri di quello che sarà un enorme monumento all’esuberanza architettonica. Pare di essere entrati per magia all’interno di quel vecchio gioco da tavolo chiamato Hotel o in alternativa, in un’enorme parco divertimenti per adulti affascinati dal blackjack: passiamo dall’Excalibur, stile castello di re Artù, al Luxor (nera piramide egizia con tanto di Sfinge), alle riproduzioni di intere città come il New York New York (con Statua della Libertà e montagne russe), il Venetian (con gondole, gondolieri ed il ponte di Rialto), il Paris (con la Tour Eiffel e l'arco di Trionfo); poi il lusso più sfrenato dal Bellagio, al Mirage, al Caesar Palace, il tutto esageratamente enorme! 


Inevitabilmente il gruppo si deve dividere, tra il fiume di gente che percorre ogni via, interna ed esterna ai grandi alberghi, non riusciamo a mantenere intatto il nostro gruppo di 16 persone, con desideri differenti alla scoperta di questo inatteso gioco. Pizza (neppure male) in un locale all’interno di uno degli infiniti Hotel (credo il Tropicana, ma non ho ricordi precisi di dove fossimo entrati in quell’occasione), poi passeggiata sullo Strip, dove anche le palme sono di plastica! Lungo la strada incontriamo una quantità esagerata di figuri con dei bigliettini di carta in mano (delle striscette "strip", appunto.... con tutti i doppi sensi che vi vengono in mente...) che offrono, sbattendo i biglietti sul palmo aperto della mano, l'ingresso ai vari locali notturni (assolutamente espliciti sul tipo di varietà!). Cerchiamo sollievo dall’afa (è ormai notte) entrando e visitando i favolosi Hotel, curiosando tra i casinò, approfittando dei lussosi bagni del Bellagio e facendoci spennare per le bottigliette di acqua gelida. Ci godiamo lo spettacolo di fontane danzanti del Bellagio, entriamo al Caesar Palace, ci incamminiamo tra i palazzi veneziani del Venetian, curiosiamo tra i tavoli da gioco del Mirage, più che altro, intrigati dai personaggi che vi si incontrano. 



Agli incroci delle strade è curioso vedere operai edili che vanno al lavoro con scarponi e cintura degli attrezzi (dopo mezzanotte!) ma riflettendo è assolutamente ovvio: le ore notturne, le più fresche, sono l’unica possibilità per poter affrontare lavori all’aperto, dai cantieri edili all’asfaltatura di nuove strade; e tutto ciò accade nel pieno centro dello Strip, tra lo scintillio delle luci al neon dei locali e degli enormi hotel, dove può accadere di trovarti davanti ad un’enorme gru proprio dietro all’angolo!
La mattina seguente (06/07) ci accingiamo ad attraversare la Valle della Morte, hurrà!


Lasciare Las Vegas, sembra abbandonare il paese dei balocchi e più miglia percorriamo, più vediamo sfilare davanti ai nostri occhi l’effettiva realtà di chi vive e lavora a Las Vegas: micro villaggi di anonime case prefabbricate, tra stazioni di servizio e market center. La loro scelta di vivere solo per parte della loro esistenza nel deserto che circonda questo bordello di casinò è dimostrata proprio da questo concetto di prefabbricati, che tra l’altro vediamo passare sulle strade trasportati da enormi tir, evidentemente in fase di trasloco.

1 commento:

  1. Accipicchia!!!! E' tutto megagalattico!!!!!! m'incanto a guardare le foto e a leggere i tuoi racconti!!!!
    Ti abbraccio forte!
    francy

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